FRANCESCA MOLESTATA A ROMA, LETTERA APERTA SULLA GIUSTIZIA DI CLASSE

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Caro Direttore,

il Corriere della Sera ha ospitato nei giorni scorsi la lettera di Francesca (nome di fantasia) che si è lamentata di essere stata molestata a Roma e di avere chiesto inutilmente aiuto ai numerosi passanti. L’ospitalità è stata generosa (una intera pagina con occhiello in prima) e potrebbe riflettere una propensione amicale alla persona, più che al fatto, se non al ceto o al censo. Una smentita sarebbe opportuna e gradita. Perché la vita reale registra non solo molestie stradali, ad opera di aggressori anche più brutali del tipetto mingherlino descritto nella lettera, ma violenze vere e proprie, che sfuggono alla cronaca e perfino all’attività giudiziaria, per vergogna e per paura delle vittime.

Francesca, quindi, bene ha fatto a inseguire il molestatore e ad assicurarlo alla giustizia, se non altro per interrompere il circuito della compulsione, generata anche dalla impunità. E altrettanto comprensibile è lo sgomento di Francesca che nessuno sia accorso prontamente per rincorrere il molestatore in fuga, non per interrompere l’aggressione, che si è conclusa grazie alla sua pronta reazione. Infatti, Francesca racconta di avere reagito e di avere provocato la fuga del molestatore, inseguito per oltre 500 metri nell’indifferenza generale.

Francesca merita la simpatia, nel senso della partecipazione emotiva al suo sgomento, dei lettori. Ma l’indifferenza dei passanti merita qualche spiegazione. La comprensione di quello che accade in un luogo pubblico non è immediata per tutti. Se qualcuno corre, senza trovarsi visibilmente in condizione di pericolo, può suscitare curiosità, più che attenzione. E, seppure Francesca avesse attratto l’attenzione attiva dei passanti, questi cosa avrebbero potuto o dovuto fare secondo lei (e secondo il Corriere della Sera)? Intervenire sul molestatore con le maniere forti? Perché fermare qualcuno, che non vuole essere fermato, richiede una applicazione di forza contraria, suscettibile di essere qualificata come violenza. Se poi il molestatore fosse colto in flagranza di reato (secondo la prospettazione del Pubblico Ministero donna, poco sensibile, secondo Francesca, alla gravità dell’accaduto), l’intervento fisico in aiuto dovrebbe essere utile alla vittima, ma non pericoloso per chi interviene.

La neutralizzazione dell’avversario, in altri termini, sarebbe necessaria. Come? Se il passante audace non è un esperto di arti marziali, ma è soltanto una brava persona, non potrebbe fare altro che colpire l’aggressore, con la speranza di provocare l’interruzione del fatto di reato. Con quale successo, prima di tutto? E poi, il Pubblico Ministero di turno sarebbe comprensivo o riterrebbe l’aiuto una violenza privata a carico dell’aggressore importunato in corso d’opera? Se Francesca legge i giornali o guarda la televisione, sa che questo accade tutti i giorni. Ma quello che non si legge e non si vede, è anche peggio.

Tutti i giorni, sugli autobus, donne di tutte le età vengono regolarmente palpeggiate e nessuno interviene, anche per i motivi spiegati. E, sulle strade di tutto il Paese, le persone anziane sono vessate e intimidite, con trucchi o senza trucchi, a scopo di estorsione. Anche lì nessuno interviene, né durante, né dopo. Il NuovoMille.it ne ha scritto più volte e ha chiesto, inutilmente, più vigilanza.

Nel frattempo, però, come ha denunciato Il Fatto Quotidiano, più di 500 vip sono scortati da oltre 2000 agenti, sottratti, pertanto, all’ordine pubblico e alla protezione dei cittadini qualunque. Tra questi 500 vip ci sono persone che potrebbero avere chiesto la scorta per non essere infastiditi in strada, per la loro notorietà, più che per essere nel mirino della criminalità. Non risulta che l’inchiesta meritevole del Fatto abbia avuto finora smentite o spiegazioni.

In Gran Bretagna, per la cronaca, sono sotto protezione 20 persone e in Francia e in Germania poche di più. Infine, il Corriere della Sera pubblica, sì, con evidenza, la lettera di Francesca, che sostanzialmente chiede maggiore presenza delle Forze dell’Ordine in strada, ma, coordinandosi con altri giornali, tutti i giorni spara a palle incatenate sul Governo che, per la prima volta nella storia della Repubblica, si propone di intervenire nelle questioni che più toccano la sicurezza delle persone, in casa e per strada. In conclusione, la materia della sicurezza è un po’ più complessa di come la presentano Francesca e il Corriere della Sera. Con i sensi della più alta considerazione.

 

 

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