Stella, Corriere della Sera, contro la Corte Costituzionale

ErmelliniCCost

Gian Antonio Stella, accanito fustigatore di alcuni costumi, qualche volta in compagnia di Sergio Rizzo (a cui il Nuovo Mille ha dedicato il recente articolo “ Società partecipate, Rizzo pontifica, Corriere della Sera tace”), ha dichiarato guerra a Gaetano Azzariti, che è morto e non si può difendere, e alla corte costituzionale, di cui Azzariti è stato il primo presidente, perché ne sia rimosso il busto (“protetto da un silente cameratismo castale di giorno in giorno sempre più insopportabile”, nelle parole di Stella, fiero oppositore di alcune caste, ma non tutte) da un corridoio. E, per non farsi mancare nulla, Stella ha chiamato a soccorso la bambina, deportata ad Auschwitz purtroppo con esito fatale, Luciana Pacifici, a cui il comune di Napoli dedicherà la strada attualmente intestata ad Azzariti. Obiettivo dichiarato del confronto è la rimozione del busto.

Quale sia l’obiettivo non dichiarato, oltre la critica della corte (non delle sentenze della corte), si comprenderà strada facendo. Perché si può immaginare che la guerra  di Stella tanto personale non sia e non si limiti alla intolleranza, 70 anni dopo la fine della guerra, per l’esposizione del busto del “fascista” Azzariti. Infatti, non risultano campagne di Stella e del Corriere della Sera nei confronti dei tanti fascisti riciclati, tra cui politici eccellenti illuminati sulla via di Damasco del comunismo togliattiano e berlingueriano e giornalisti molto noti della prima repubblica, né risulta una sua parola critica dell’opportunismo di Togliatti (spietato nella Mosca staliniana nei confronti di tanti suoi compagni comunisti invisi a Stalin e avviati, senza ritorno, ai campi di sterminio siberiani), che ha voluto Azzariti accanto a sé, premiandolo in seguito con la presidenza della corte.

Incidentalmente, meno vivaci, anzi del tutto inesistenti, sono le polemiche di Stella (e di Rizzo) nei confronti dei responsabili dei tanti, grandi “dissesti” di borsa, poco noti perché la stampa non ne parla, che, oggi, spogliano sistematicamente i risparmiatori italiani. E, per chiarezza, non si tratta di mercato, né di speculazione! Dai Stella, fustiga anche i ladri di risparmio! La corte costituzionale deciderà, nella sua autonomia di giudizio, in merito al busto di Azzariti, respingendo comunque ogni impulso revisionista di stampo totalitario e la strumentale damnatio memoriae del primo presidente, giurista di vaglia, sollecitata dall’intollerante – in questa circostanza – pluripremiato giornalista Stella.

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