Stefania Craxi presidente della commissione esteri


Stefania Craxi è anti-materia politica secondo Andrea Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano, estimatore dei Cinque Stelle (o almeno così sembra) e affezionato ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo.

Cosa voglia dire anti-materia politica, non lo capiamo. Forse, nel linguaggio colorito e, a volte, sboccato di Scanzi, significa che Stefania Craxi è persona intellettualmente estranea alla politica o, più semplicemente, che non ne capisce granché. Rispetto a chi, Scanzi non precisa. Male. Perché è evidente che, senza pietra di paragone, il commento perde efficacia.

Se avesse detto: ma come, abbiamo Tizio o Caio, luminari di politica estera, e la scelta è caduta su Stefania Craxi! Se non altro per il cognome (Scanzi non l’ha detto, ma l’ha lasciato intendere), la scelta è sbagliata.

Non siamo d’accordo con Scanzi, un po’ – confessiamo – per principio, un po’ perché Stefania Craxi non è a digiuno di politica estera (anche se non pensiamo che sia ferrata), ma soprattutto perché la politica estera in Italia non esiste e non è mai esistita, dal dopoguerra in poi, perché una visione italiana, al di fuori degli stretti confini del bipolarismo Stati Uniti – Unione Sovietica e della necessaria alleanza Nato, non ha mai fatto parte del bagaglio culturale prima, politico poi, degli esponenti più in vista della politica italiana.

Per non parlare delle seconde e terze file che, dopo la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’impero sovietico, hanno invaso il parterre autoreferenziale dello scenario nazionale. Impreparate, interessate solo a sé stesse, attente alle sirene incantatrici delle lobby mondiali, queste seconde e terze file, diventate prime dagli anni 90 in poi, hanno fatto i danni che si possono misurare con almeno due grandezze: il debito pubblico e la perdita dell’eccellenza industriale e tecnologica.

Adesso, c’è chi nel mondo vuole dare all’Italia il colpo di grazia. Come? Oltre alla guerra in Ucraina, con tutto quello che comporta, sono in corso nel mondo due altri tipi di guerra, rispetto alle quali l’Italia è del tutto sprovveduta: la guerra economica (economic war) e la guerra giuridica (lawfare).

Prova ne siano gli appelli inascoltati del Copasir e le falle di sistema, che pochi vedono per tante diverse ragioni. Proveremo a dirlo a Stefania Craxi. Chissà che non ci voglia ascoltare. Nell’interesse dell’Italia.   

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