Stati Generali agonizzanti


Gli Stati Generali sono stati un’invenzione di Conte e dei suoi consiglieri. Non sappiamo se fraudolenti o no, ma temiamo di sì. Li ha annunciati a sorpresa, ad insaputa di molti alleati di governo, che hanno protestato, ma non troppo, per non indebolire il governo e quindi se stessi. In effetti, oltre ai contributi visibili di Casalino, demiurgo della politica governativa, e meno visibili di Alpa, mentore accademico di Conte, e dei suoi, i responsabili di questa pensata non si vedono.

La troika ha partecipato, ma da lontano, ha rinunciato alla passarella romana. Per il momento, viene da dire. Tra Conte e Colao sembra che non corra più buon sangue. D’altra parte, Colao ha prodotto, dall’alto della scienza sua e dei componenti la commissione, un rapporto modestissimo, inconsistente più che velleitario. Nel frattempo, l’economia italiana langue, a dir poco. Abbiamo scritto il 5 maggio “Il governo progetta il default”. Non siamo stati smentiti e tutto ciò che non è successo, e sarebbe dovuto accadere, ratifica la volontà del governo di non voler intervenire con risorse e capacità, e quindi di voler abbandonare la comunità nazionale a se stessa.

Nella migliore delle interpretazioni, gli Stati Generali sono un convegno a porte chiuse, senza giornalisti, senza testimoni.

Monti, di cui non abbiamo mai apprezzato la politica e la narrazione, questa volta l’ha detta giusta: gli Stati Generali sono il Bildberg dei Cinque Stelle. In sostanza, la pietra tombale della politica ex grillina. Grillo ha cambiato le idee, ha archiviato il vaffa e da Arlecchino si è trasformato in Pulcinella. Casaleggio junior si incazza, quando sente parlare di valigette diplomatiche con doppio fondo, e i portavoce del popolo (così un tempo si chiamavano i Cinque Stelle) sono diventati sapientoni che hanno dimenticato la regola dei due mandati e dell’ “uno vale uno”.

Speriamo che gli elettori se ne ricordino, non solo per i sopravvissuti dei Cinque Stelle che tenteranno di restare in campo, ma per tutti quelli che vorranno sostituirli, senza capacità, senza esperienza, senza credibilità maturata sul campo. A partire dal vociferato Con – te.      

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