Smarrito il senso dello Stato


I cittadini vengono richiamati da vari giorni al rispetto delle raccomandazioni del Governo, in materia di comportamenti individuali, per arginare il coronavirus. Bisogna mantenere le distanze, evitare i contatti personali e i luoghi affollati. Per quanto possibile, bisogna stare in casa. Uscire solo se necessario. Siamo in guerra, ha detto Pierferdinando Casini a Stasera Italia, condannando, insieme ad altri opinionisti, la fuga dalla zona rossa verso i paeselli aviti del Sud, nelle regioni appena sfiorate dal contagio. I governatori sono intervenuti, invitando i viaggiatori a isolarsi in casa, per fare la quarantena. Qualcuno la farà, altri no. Buttafuoco ha osservato che manca il senso dello Stato. E’ vero. I cittadini italiani non avvertono il senso dello Stato, che è comunità, appartenenza, rispetto delle regole nell’interesse nazionale, disponibilità personale al sacrificio per una ragione superiore. Che investe o dovrebbe investire tutti, soprattutto i vertici dello Stato, quelli che comandano e danno l’esempio. Quale esempio ricevono costantemente i cittadini? Di un establishment che pensa a sé stesso, che prende decisioni a favore del potere, che, così, si alimenta. Il potere logora chi non ce l’ha. Diceva Andreotti, sorridendo, ma era vero, per lui e l’intero ceto dominante, che poi si è combattuto al suo interno, per la prevalenza di una parte sull’altra. Alla faccia dei cittadini. Che se ne rendono conto quando sono rapinati dei loro risparmi, quando non hanno giustizia, quando la burocrazia li massacra. Questo è il volto dello Stato per i cittadini italiani. Uno Stato che abdica al ruolo consegnandosi ai trattati internazionali, che non esaltano gli interessi nazionali, ma li puniscono. Ecco, cari Casini e Buttafuoco, non mettiamo in dubbio la vostra buona fede quando vi appellate alla coscienza nazionale. Vi ricordiamo soltanto che la vostra analisi è incompleta. A futura memoria.

 

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