Sinistra conservatrice, parola del Sole 24 Ore


Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ha pubblicato in prima pagina, a firma di Sergio Fabbrini, l’articolo “Ecco cosa impedisce alla Destra di governare”. In cui l’editorialista si impegna a dimostrare che l’handicap della Destra, o più esattamente della Lega, “non è il suo rapporto ambiguo con il passato fascista del Paese né la sua relazione contrastata con l’attuale Pontefice” (che, secondo lui, evidentemente ci sono), ma “il suo rifiuto ideologico dell’euro”. Per cui, se volesse candidarsi al governo con prospettive di successo, la Lega dovrebbe – nell’opinione di Fabbrini – “dichiarare ufficialmente che la partecipazione dell’Italia all’Eurozona non sarà mai messa in discussione”. Questo perché “con tale ideologia, è difficile presentarsi come forza di governo capace di attrarre le componenti conservatrici dell’establishment italiano (di cui avrebbe un enorme bisogno)”.

Nello stesso articolo, però, Fabbrini ci informa che il sentimento dei cittadini italiani, che votano l’uno o l’altro partito, è profondamente cambiato rispetto all’Unione Europea negli ultimi 10 anni, passando da una maggiore fiducia nelle istituzioni europee ad una sfiducia generalizzata. In sostanza, per Fabbrini le sorti della politica e, più in particolare, del governo, non sono nelle mani degli elettori, ma nelle decisioni dell’establishment conservatore, che propende per la Sinistra (obbediente?). Così dicendo, l’editorialista di punta del Sole 24 Ore riconosce che la Sinistra è, in effetti, conservatrice, e quindi ipocrita, e che l’opinione pubblica è influenzata più dalla stampa e dalla televisione, che dalle campagne elettorali e dai programmi di partito. Non è una buona notizia per la democrazia e la Costituzione, una volta “la più bella del mondo” (copyright di Benigni, altro eccellente rappresentante della Sinistra conservatrice).

Intendiamoci, non c’è nulla di male ad avere idee conservatrici, a condizione che questo si dichiari agli italiani e che le idee siano conformi agli interessi nazionali (e non dell’establishment). In ogni caso, non si tratta di una rivelazione. Gli italiani si sono accorti da tempo (dai governi Prodi e D’Alema) che la Sinistra se ne frega del popolo. Lo ha dichiarato con rammarico Luciano Violante in un articolo che abbiamo più volte citato. E i diritti sociali, cioè il lavoro e il benessere diffuso, sono scomparsi dal lessico della Sinistra, a favore dei diritti civili. Non siamo al punto da invocare “Aridatece Baffone”, ma, almeno a quei tempi, il confronto tra democrazia (occidentale) e totalitarismo era chiaro. Oggi, il totalitarismo viene spacciato per democrazia. E alla Lega si dice che non può governare perché non si adegua. Speriamo che Salvini non ne tenga conto.

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