Scampoli di socialismo reale


Nulla a che vedere naturalmente con l’attuale governo, con le forze dichiaratamente comuniste che lo compongono e con il partito forte post-comunista. Eppure, gli scampoli di socialismo reale che tuttora influenzano la vita delle persone nei Paesi del blocco sovietico e le vestigia dell’impero che fu, meritano attenta e meditata riflessione. Tante volte la sindrome di down che investe la società politica italiana dovesse indurre a tentazioni autoritarie. Qualche segnale dalla pretesa di accentrare oltre misura scelte e risorse si desume. Una gita a Budapest e l’intensificazione degli scambi culturali tra i due Paesi, ad esempio, potrebbe sedare le velleità di tanti comunisti nostrani veri, pretesi o presunti. Con scelta coraggiosa, dimostrando grande capacità di introspezione, le autorità di Budapest hanno allestito, a memoria, un parco e un museo. Nel parco, in effetti, una landa piuttosto remota della periferia di Budapest, sono stati concentrati i monumenti inneggianti ai padri del socialismo reale e alle loro gesta, statue, bassorilievi, sculture. L’effetto è drammatico. Si accede tramite un portale grandioso, nel quale sono incastonate le statue di Lenin, Marx ed Engels, dietro al quale c’è il nulla, il vuoto terribile della campagna, interrotto, a tratti, da simboli di guerra e di morte.

Le vestigia dell’impero che fino al 1989 popolavano la città. Unico monumento sopravvissuto in città, a memoria, una stele all’Armata rossa, si erge, simbolicamente, al centro della piazza ora dedicata alla Libertà. Imre Nagy, eroe dell’insurrezione del 1956, poco distante, guarda il Palazzo del Parlamento. Il museo è inserito in un maestoso boulevard cittadino, l’Andrassy ut., coronato dalla Piazza degli Eroi ungheresi. Si distingue per il colore, un verde angoscioso, per una parziale cornice, che separa architettonicamente l’edificio dalla via. E’ la Terror Haza, la Casa del Terrore che documenta con film, immagini, testimonianze e fedeli ricostruzioni gli anni del socialismo reale precedenti e successivi alla coraggiosa, quanto inutile e devastante, insurrezione del 1956. Quest’anno ricorre il cinquantenario. E’ singolare che l’Ungheria si appresti a celebrare martiri ed eroi e in concomitanza l’Italia proponga un governo in cui la rappresentanza comunista è molto significativa. Budapest è una bella città, monumentale, ricca di storia e di tradizioni, ordinata. I trasporti pubblici funzionano meravigliosamente. La gente è cortese, attenta alle richieste dei visitatori. Consiglio a tutti una visita.

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