Salvini spieghi al Paese la sua scelta


La crisi di governo, innestata da Salvini nel mese di agosto dalle spiagge di Milano Marittima, è stata definita la crisi più pazza del mondo. Molti elettori della Lega non hanno capito e, visto l’esito del governo di segno opposto, a cui i Cinque Stelle si sono prontamente adeguati, il consenso per la Lega e per Salvini è scemato. Di poco, al momento, in base ai sondaggi, ma gli umori dell’elettorato sono estremamente volatili e la variabile del potere, che logora chi non ce l’ha, influenzerà il voto nelle urne.

Le famose nomine nelle grandi aziende pubbliche, obiettivo non dichiarato dei fautori del Conte bis, sono prossime e saranno fatte prima del possibile logoramento della coalizione (in effetti assai debole) tra Pd e Cinque Stelle.

Le aziende pubbliche sono clientele. La Rai, sempre pronta a baciare la pantofola dell’azionista di maggioranza, con il cuore inclinato a sinistra (quella chic naturalmente), non si farà pregare a deridere e criticare l’avversario più pericoloso del governo. La Lega, nei giorni della crisi e ancora adesso, ha fatto argine per difendere la scelta del Capitano e per allontanare da lui la responsabilità dell’uscita dal governo, che, agli occhi di tutti, è sembrata un clamoroso autogoal. Anche noi francamente non abbiamo capito e vorremmo che Salvini, convocata una conferenza stampa, spiegasse al Paese che cosa è successo.

La causa scatenante potrebbe essere stata l’alleanza inedita del voto a favore di Ursula von der Leyen. Ma i tempi e i modi di Salvini sono stati sbagliati. Avrebbe dovuto convocare una conferenza stampa e spiegare che, dietro quel voto, allignava il tradimento, non solo del Contratto di Governo, ma degli interessi nazionali affidati dai cittadini ai loro rappresentati nelle assemblee in Italia e in Europa. Non lo ha fatto prima, lo faccia adesso.

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