Salvini e Renzi al contrattacco

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I due Mattei, Salvini e Renzi, al momento non navigano in acque tranquille. Salvini sarà processato – o così sembra – in tribunale per avere fatto il suo mestiere di ministro. Renzi è incappato nei finanziamenti alla Fondazione Open. E i genitori sono nella bufera giudiziaria. Però, noi continuiamo a pensare che siano loro i due protagonisti della scena politica italiana, ora e per i prossimi anni. Con la partecipazione minore della Meloni, che è brava ma è trainata, in effetti, dal successo della Lega. Nel Pd non c’è nessuno all’altezza. E bene ha fatto Renzi ad andarsene, sia pure subendone le conseguenze. Non è un caso che comincia ad aleggiare il sospetto che i due si parlino, legittimandosi a vicenda. Tutto il contorno delle difficoltà di sistema che gli viene buttato tra le gambe, in realtà si riverbera sulla società nazionale sofferente, più che su loro due. Loro sono giovani, bravi e dotati di notevole scorza, come soltanto Berlusconi ha dimostrato, negli anni scorsi, di essere. Non sono ovviamente privi di difetti. Dotati di notevole autostima, che rischia sempre di sconfinare nell’ebbrezza, hanno imparato (o dovrebbero avere imparato) entrambi la lezione, l’uno del Papeete, l’altro del referendum costituzionale.

Non piacciono all’establishment, che ha capito di non poterli controllare. Salvini ha in Giorgetti un momento di congiunzione con i poteri forti. Renzi non ha una figura equivalente. I due si dovrebbero scambiare informazioni ed esperienze. Non è una battuta. A prescindere dalle sorti del governo Conte bis, non crediamo che Conte sarà mai in condizione di poterli inquietare. Anche se dietro a lui si delinea una fetta di establishment. O magari proprio per questo. E il dopo Conte non sarà un qualsiasi peone della politica o della società italiana. Salvo che non sia gradito a entrambi i Mattei.

 

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