Ruolo sociale dei media, mala tempora currunt

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Caterina Malavenda, avvocato, nota esperta di comunicazione, ha segnalato, in una recente lettera al Direttore del Corriere della Sera, “il progressivo deterioramento dei rapporti tra informazione e politica e la disaffezione dell’opinione pubblica, che legge ed ascolta sempre meno e sempre meno si fida di quel che legge e sente” e cita episodi sintomatici del degrado generale che influenza il ruolo dei media, la sicurezza dei giornalisti e la loro funzione di tutela dell’ordine democratico.

Oltre agli episodi di aggressione fisica, più noti all’opinione pubblica, l’avvocato Malavenda cita le nuove linee guida del Csm, tendenti a garantire una “comunicazione istituzionale, cioè la negazione stessa della cronaca giudiziaria come la conosciamo”, “l’ordine di allontanamento dei cronisti parlamentari dai corridoi e dai locali, antistanti le commissioni parlamentari, il giorno del loro insediamento” e nota, con rammarico, che l’opinione pubblica sembra non percepire più la funzione sociale dell’informazione”. 

Le preoccupazioni dell’avvocato Malavenda sono del tutto condivisibili e ben venga, dai giornali e dal pubblico, la segnalazione dell’insofferenza del potere per il ruolo ineliminabile dell’informazione in una democrazia liberale. Noi del NuovoMille.it, nel nostro piccolo, cerchiamo di colmare spazi informativi meno praticati da altri giornali, potendoci avvalere di alcune competenze specialistiche. Così è nata, ad esempio, già nella precedente configurazione del giornale, la campagna di informazione sul caso Seat Pagine Gialle, il cui dissesto miliardario, illecito per ragioni ampiamente spiegate in numerosi articoli, era sfuggito all’attenzione della Consob a guida Vegas e alle analisi della stampa specializzata.

Non siamo stati, per questo, premiati, né dalle istituzioni e associazioni di settore, né dall’attenzione dei media. Il nostro Direttore continua a non avere accesso alla stampa parlamentare. Il nostro giornale continua a non avere accesso alle rassegne stampa. Le testate direttamente concorrenti beneficiano di finanziamenti milionari privati “a perdere”, che pregiudicano il regime competitivo del settore. Molte testate, “minori” e non, sono destinatarie di finanziamenti pubblici, periodicamente attratti in procedimenti penali ed erariali, che continuano a essere erogati. Anche questi sono segnali di degrado dell’informazione democratica che segnaliamo all’avvocato Malavenda e ai nostri lettori.

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