Roma come Gotham City

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Il barbaro assassinio del giovane Luca Sacchi a Roma ha inorridito la città e il paese, una volta di più. Quale che sia stata la molla occasionale. Al punto che il capo della Polizia, Gabrielli, persona competente e moderata, ha sentito la necessità di avvertire i cittadini che Roma non è Gotham City.

Non siamo d’accordo, non si può minimizzare. L’andazzo è proprio da città del male. Per gli omicidi che spezzano giovani vite e per il degrado che investe tutta la città, centro e periferie. I furti e le rapine di “poco conto” non vengono nemmeno denunciati, per non perdere tempo, per vergogna delle vittime, per sfiducia, perché i reati di fatto non vengono perseguiti.

Quante truffe “dello specchietto”, che avviliscono gli anziani, costringendoli a cambiare abitudini di vita, avvengono ogni giorno a Roma”? Quanti bancomat vengono svuotati con il “consenso” dei malcapitati? In effetti, non ci sono dati veri disponibili, perché le vittime subiscono e non denunciano.

Sono aumentate le aggressioni nei mezzi pubblici, a carico degli utenti e dei conducenti. Sugli autobus è affissa da tempo la locandina che dovrebbe fungere da deterrente, e non serve a niente. Le bande spadroneggiano, applicano il pizzo e, se qualcuno resiste, distruggono il locale. Questo è il brodo di coltura della delinquenza che, nella capitale, si fa strada con la violenza e la pistola. Alcuni saranno perfino riti di iniziazione di una carriera del male.

La sindaca Raggi ha dichiarato in televisione, non in conversazioni private, che i sabotaggi dei depositi sono eseguiti dalla malavita a fini estorsivi. Non abbiamo formule idonee a contrastare il malaffare. Non siamo del mestiere. Però, notiamo che non ce l’hanno nemmeno le autorità preposte: né quelle che decidono, né quelle che eseguono. E allora diciamocelo: Roma è proprio Gotham City.

 

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