Rizzo comunista abiurato dal Pd


Marco Rizzo, comunista senza distinguo, conquista simpatie a destra. Chi l’avrebbe mai detto! Ci volevano i Cinque Stelle, il Pd, pronipote del Pci, consegnato, ormai senza speranza, alla finanza globale e ai diritti civili, e, purtroppo, il coronavirus.

Nelle interviste, Rizzo non lesina a quelli che comandano gli appellativi forti che un tempo erano appannaggio della destra radicale: tipo “traditori”. Non dice della patria, ma è sottinteso. Se gli scappa detto “disfattisti”, Rizzo si guadagna fez e camicia nera (tra l’altro, la porta già).

La sua visione rinnovata della cosa pubblica non è frutto, beninteso, di revisionismo, anzi, è proprio il materialismo applicato alla politica. Qualcuno direbbe pragmatismo, ma tanto gli attori in campo non fanno molta differenza.

Qualcuno di loro ha sentito parlare di Marx, ma lo confonde con un comico di tanti anni fa, mentre tutti quelli in auge conoscono benissimo la poltrona, perché ci sono seduti sopra, i dpcm, che consentono di evitare il parlamento, e praticano l’abiura del limite di doppio mandato (i Cinque Stelle) e il disinteresse per il ceto debole e povero (il Pd).

Tanto il governo durerà, nessuno ha veramente interesse a farlo cadere, nemmeno la maggior parte dell’opposizione, e le prospettive del voto, oggi come oggi, dicono che sarà necessaria una coalizione, un’unità nazionale, un governo di programma, insomma un’ammucchiata. E Rizzo, che è stato nelle stanze del potere e non ci sta più, se ne ha a male. Simpatizziamo.

Conversazioni
21 11 2020 - 20:32

Bravo rizzo ! L onestà non hà colore politico

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