Renzi mazziere


La volpe del Valdarno (Renzi) ha cominciato a dare le carte, con la solita sicumera, per le elezioni presidenziali, e Calenda, che gli contende il centro, si è stizzito.

Al giornalista che gli chiedeva un commento, ha risposto che, a lui, di Renzi, non frega niente. Memore del noto aforisma che due galli nel pollaio non possono stare. Il punto è chi sono le galline. Posto che, ad esempio, Berlusconi, noto gallo a sua volta, gradisca di essere ridotto al rango di gallina.

Fuor di metafora, il centro dello schieramento politico è ambito più o meno da tutti, sia a destra che a sinistra, ma, né di qua, né di là, gli esponenti vogliono perdere la tipicità di progressisti, gli uni, e di conservatori, gli altri. Non essendolo più, peraltro, né gli uni, né gli altri, come è evidente da anni.

Al cosiddetto centro, comunque, ormai soltanto Mastella dalla sua Benevento attribuisce funzioni salvifiche. Gli analisti hanno capito che anche a Renzi del centro poco interessa. Gli interessa di più dare l’impressione di essere un moderato progressista o un moderato conservatore, in effetti, pencolando di qua e di là in base alle circostanze del momento e a qualche suggerimento dei suoi (ascoltati) consiglieri. Ovunque essi si trovino.

La tarantella durerà a lungo e andrà oltre l’elezione del Presidente della Repubblica, almeno fino alle elezioni politiche e alla scelta del premier, in base allo schieramento del momento. A cui Renzi vorrà dare l’impronta. 

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