Renzi ha fregato pure Zingaretti


Ci ha messo un anno e mezzo, ma alla fine Zingaretti ha capito che Renzi non era mosso da intenzioni caritatevoli quando ha imbastito la trama del Conte bis.

Invece delle elezioni, che forse lo avrebbero espulso dal Parlamento, visto che di certo Renzi non controllava allora e non controlla adesso il Pd. Un partito di quadri incapaci e rancorosi con tutti, soprattutto con quelli migliori di loro, che non sono pochi. Sia chiaro: nell’interpretazione delle dichiarazioni di Zingaretti post dimissioni.

Renzi è certamente un abile manovratore di Palazzo, il migliore degli ultimi anni. Lo ha dimostrato ancora una volta, ma questo non fa di lui un buon politico. Diversamente da come vorrebbe passare dopo la destituzione di Conte, a cui “il Renzi”, novello Machiavelli, si è messo a lavorare subito, a investitura ottenuta. Agosto 2019. Forse sgambettando perfino Mattarella, che per un po’ ha protetto Conte e ha mostrato un tratto assai nervoso quando ha annunciato il nuovo governo.

Quindi, Renzi è abile, non c’è che dire. Per sé stesso, però, e per qualcuno dei suoi. Non per tutti. Non per gli italiani. Questo nell’ambiente è un fatto ormai acquisito. La cosa grave (per lui), è che ormai anche gli elettori non lo amano più, e da un pezzo. I sondaggi lo inchiodano al 2 per cento, poco più o poco meno. Che ovviamente non basta.

Per questo il nostro ha messo gli occhi su Forza Italia e ha cominciato a imbastire trame più o meno visibili con alcuni degli attuali protagonisti. Capiranno che sono un passaggio obbligato per fare voti o si faranno abbindolare come altri prima di loro? Non conosciamo i mezzi di persuasione di Renzi. Non dubitiamo che ricorra a tutti i mezzi, come ha insegnato Machiavelli.

Non può recitare la parte del sindaco giovane di provincia, un po’ spaesato a Roma, ora che viaggia e si è guadagnato il soprannome di Renzi d’Arabia, a causa della sfortunata sviolinata a favore del principe saudita. Non può promettere granché, perché, in questo momento, le leve del potere sono in gran parte in mani altrui. Non può presentarsi come paladino del popolo (e lo diciamo a ragion veduta, perché lo abbiamo sollecitato non poco a tutelare i poveretti spogliati dei risparmi, quando, da Presidente del Consiglio, aveva la possibilità di farlo, inutilmente).

Sul posto di Segretario della Nato, sua meta temporanea, ma ambita, non crediamo che la concorrenza mondiale gli dia spazio. Quindi che farà? Non lo sappiamo. Ma non si può dire che a Renzi manchi l’inventiva. E ancora c’è tempo per tramare.

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