Regole per le liberalizzazioni

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Le incompatibilità  dei Parlamentari


Il decreto per lo Sviluppo contiene , finalmente, timidi tentativi  di apertura di mercati protetti: alcuni di  questi sono ininfluenti per  i vantaggi che i Cittadini ne possono avere come nel caso dei  taxi, mentre altri hanno fondamentale importanza  come il previsto scorporo della rete del gas, ora  gestita  in esclusiva da SNAM, braccio operativo dell’ENI.

La situazione climatica ha messo  in evidenza ancor di più la fragilità del nostro sistema energetico e  il costo che Persone ed Imprese saranno chiamati a pagare sarà molto alto  e  non può che aumentare l’outlook negativo  per la “crescita” dell’Italia.

Il citato Decreto prevede anche che le Aziende Pubbliche che sono  partecipate dagli Enti Locali per  la maggioranza delle Società  pongano sul mercato  entro 3 anni  le relative  partecipazioni.

Chi detta le regole di queste fondamentali trasformazioni? Governo e Parlamento saranno coloro che definiranno strumenti di attuazione e modalità di effettiva liberalizzazione del Mercato.

Quindi,  se vogliamo che si instauri una effettiva liberalizzazione in materia di servizi al consumo dell’energia e di quelli oggi gestiti dagli Enti Locali,  Parlamento e Governo debbono essere posti  in una situazione di assoluta incompatibilità  rispetto le materie trattate:  di conseguenza la legge elettorale, da più parti evocata,  non solo deve restituire il voto ai Cittadini ma dettare la assoluta incompatibilità del mandato parlamentare a qualsiasi altra funzione.

Il mandato di parlamentare  è incompatibile con qualsiasi altra carica elettorale, con l’esercizio della libera professione – pertanto la sospensione dagli albi professionali –  la posizione di amministratore di società a qualsiasi titolo, l’attività sindacale, attività inerenti Industria e Commercio”. Cose dell’altro mondo?  No, sono le regole della Dirigenza del Pubblico Impiego, dei Professori Universitari a tempo pieno e dei Magistrati.

Un Parlamentare eletto quindi per rappresentare i Cittadini non può avere incompatibilità; la retribuzione di Parlamentare va ovviamente adeguata in quanto diventa unica fonte di reddito, ma con l’abolizione di tutti i benefits a mandato scaduto.

Solo così  si può  sperare che la liberalizzazione porti benefici generalizzati, altrimenti sarà  la celebrazione di un rito  che vedrà ancora arricchimento di pochi  e ulteriore impoverimento della maggior parte del Paese;   credo che la confusione attuale di interessi non  sarà  visto di buon occhio  da chi vorrà investire ancora nel nostro Paese.

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