Una rabbia inedita serpeggia in Italia

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L’emergenza sanitaria rischia di trasformarsi in emergenza economica e sociale, avvertono i sindacati, nel tentativo di intestarsi, senza ragione, la rabbia che serpeggia nel Paese. Una rabbia inedita, sconosciuta alle generazioni del dopoguerra, che, dai baby boomer in poi, hanno conosciuto progressivi miglioramenti delle condizioni di vita. Fino agli anni 2000, al crollo del potere di acquisto della lira in favore dell’euro, alla crisi finanziaria, che ha sottratto risparmio ai cittadini e valore al settore immobiliare. E, ora, al coronavirus, che ha colpito i milioni di persone che vivono di lavoretti, i cosiddetti invisibili, e quasi tutte le partite Iva, improvvisamente private del reddito di lavoro, spesso un reddito di sopravvivenza. Forse per la prima volta, i lavoratori dipendenti regolari hanno più chance di coloro che li impiegano. Perché le provvidenze statali in loro favore sono strutturate, mentre non lo sono in favore dei professionisti, dei commercianti, dei piccoli industriali. Un esercito di oltre 10 milioni di persone e delle loro famiglie, oltre la metà della popolazione. Gli stanziamenti previsti dal Governo sono del tutto inadeguati. Per limitare l’analisi alla categoria degli avvocati, a cui appartiene chi scrive, il fatturato della categoria nell’esercizio 2018 si era ripreso, dopo gli anni di flessione dovuti alla crisi finanziaria. Ma la distribuzione all’interno della categoria è fortemente disomogenea, riflette la distribuzione del reddito tra detentori del capitale e prestatori d’opera. Poche migliaia di avvocati, beneficiari di relazioni privilegiate, su 245 mila, godono del 50 per cento del fatturato. Tutti gli altri si distribuiscono sostanzialmente un reddito di fame (ricordiamo il nostro articolo sull’avvocato operaio http://www.nuovomille.it/primo-piano/lettera-un-avvocato-operaio), che ora rischia di sparire. Senza alcun paracadute sociale. Il presidente della Cassa Avvocati ha diramato un comunicato – si può immaginare dopo quante e quali cogitazioni – per dire sostanzialmente che, da quelle parti, non c’è trippa per gatti. Gli avvocati più anziani temono addirittura di subire la riduzione del trattamento pensionistico, che effettivamente, in parte, è pagato dai contributi correnti. La Lagarde, neo presidente della Bce, dopo avere provocato il crollo della Borsa con la frase sullo spread, ha sostenuto di essere stata fraintesa e ha promesso euro freschi di stampa. Che andranno alle banche, non alle persone, non a chi ne ha bisogno. Draghi, da presidente della Bce, dichiarò subito dopo la nomina “whatever it takes” (tutto quello che serve) e stampò tanto e a lungo, raccomandando alle banche di finanziare famiglie e imprese. Le banche non lo hanno fatto, se non in percentuali minime, e hanno tenuto in pancia miliardi, che in alcuni, deplorevoli casi, sono stati dispersi in rivoli sfuggiti ad ogni controllo. Qualcuno, Preatoni ad esempio, un noto imprenditore, raccomanda Helicopter Money, cioè soldi a pioggia, ma il Governo non sembra intenzionato, vuole tenere saldi i cordoni della borsa, in una perfetta logica clientelare. Devi chiedere. Il Governo deciderà se e come dare, comunque senza mollare il controllo sui soldi e sulle persone, tutti voti, nella prospettiva, non molto remota, delle elezioni post – coronavirus. L’opposizione sta serrando i ranghi, apparentemente. Ma si profila il conflitto sulla leadership tra Salvini e la Meloni, e Berlusconi non molla. Insomma, ci sono tutte le ragioni per la rabbia, ma non per quello che dice Landini.

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