Quest’anno due anniversari importanti, 1948 e 1968

anniversari

1948 e 1968, i due anniversari che quest’anno devono essere ricordati. Per la Costituzione della Repubblica, il primo. Per la “rivoluzione” studentesca, il secondo. Ne scriveremo più volte nel corso dell’anno, per informare e commentare. Per dire se la Costituzione è stata adempiuta. E se le attese dei giovani di allora sono state realizzate o tradite. La Costituzione è stata esaltata e denigrata, soprattutto negli ultimi 20/25 anni, con l’avvento della cosiddetta Seconda Repubblica. In precedenza, è stata studiata, interpretata e attuata (vedremo fino a che punto e con quale alternanza), ma non ha provocato i sentimenti forti, a favore e contro, dei tempi più recenti. Come se il bene prezioso della forma e riforma democratica (e repubblicana, ora acquisita, in quanto tale, anche nell’immaginario nazionale, lontanissimo dalla monarchia) dovesse essere rispettato e non potesse essere contrastato o sconfessato. La Corte Costituzionale ha svolto, a lungo silenziosamente, una funzione scrupolosa di attuazione del sistema, a scopo di conservazione dei motivi di fondo e di realizzazione dei principi. Mai, finora, le sono stati attribuiti intenti “politici”, in senso deteriore, nelle decisioni. Ora, talvolta, accade. Alcune decisioni sono state riviste o evolute nel corso degli anni. Giustamente, anche le decisioni della Corte Costituzionale sono diritto vivente e devono tenere il passo dei tempi. Ha fatto molto discutere, tra le altre, la decisione sui “diritti quesiti”, e qualcuno ha malignato di una prospettiva più particolare, che generale, dei membri del collegio. Insomma, c’è materia di riflessione.

Il 1968 è un argomento diverso, ma non distante, dalla Costituzione. La dissacrazione degli stereotipi universitari, prima, e sociali, poi, degli studenti sessantottini rivelava una voglia di democrazia, rapida e a tutti i costi, che non ha prodotto i suoi frutti. Perché qualcuno ci ha messo le mani sopra e ha trasformato le buone intenzioni in cattive azioni. Però di pochi, pochissimi esponenti di quel mondo, immune, per la quasi interezza, dalla schiuma del banditismo politico. Ne parleremo ancora, nel corso dell’anno, e pubblicheremo le testimonianze e le opinioni di tutti coloro che vorranno partecipare.

 

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