Quel senso del Nuovo Mille per l’Europa


La politica europea è iscritta nel Dna associativo fin dal 1976, anno della costituzione del M.i.l.l.e. – Movimento per l’Italia Libera nella Libera Europa e della tornata elettorale che avrebbe segnato la politica italiana nel quindicennio successivo. Montanelli e gli altri promotori sostennero la Democrazia Cristiana “turandosi il naso” in opposizione al temuto sorpasso del filosovietico Partito Comunista Italiano.

Da allora sono passati quasi quaranta anni, il contesto internazionale è profondamente mutato in seguito alla caduta del Muro e all’apertura delle frontiere. I protagonisti che si contendono il ruolo egemonico sulla scena del mondo non sono più Stati Uniti e Unione Sovietica, ma Stati Uniti e Cina. Molti ex paesi in via di sviluppo sono pienamente sviluppati e insidiano l’economia dei paesi ex industrializzati. I focolai di guerra sono aumentati e i paesi islamici rivendicano un ruolo crescente, spesso in modo aggressivo.

Le risorse del mondo sono contese mediante il controllo militare e il controllo finanziario. L’Europa ha perso di ruolo, per una caduta dell’interesse politico e militare degli Stati Uniti, per le incertezze propositive della nuova Russia e per le remore nei suoi confronti di Stati Uniti ed ex paesi satelliti. Gran Bretagna e Germania coltivano ambizioni egemoniche in Europa e nel mondo. Israele è consapevole dell’esigenza di una rinnovata politica europea e mediterranea. L’Italia non rivendica le sue prerogative di stato fondatore dell’Unione Europea e non svolge il suo ruolo con la stessa forza di Francia, Gran Bretagna e Germania.

In politica la mancanza di equilibri non si possono imputare tanto alla prepotenza degli interlocutori, quanto alla propria debolezza o alla incapacità di rappresentare con convinzione gli interessi affidati dagli elettori. L’Italia subisce da anni la prevaricazione di paesi più aggressivi in Europa perchè gli esponenti politici italiani inviati a rappresentare le istanze nazionali nel governo e nel parlamento europei hanno mancato di identificare, perseguire e cogliere i risultati richiesti dalle esigenze di tutela degli interessi patri.

Il NuovoMille, impegnato dalla propria storia e dall’impegno associativo, dedica uno spazio al dibattito sulle tematiche europee con la consapevolezza che i rapporti politici nell’ambito dell’Unione si discutono ma non si incrinano, che la moneta comune deve essere tutelata fino alla dimostrazione conclamata di una incomprimibile sopraffazione della speculazione interna ed esterna, che i rappresentanti in carica devono offrire piena evidenza di quanto hanno fatto e stanno facendo a tutela degli interessi nazionali, che la politica mediterranea costituisce suo impegno prioritario nell’ambito di un progetto condiviso con la democrazia israeliana, capace di interloquire con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. L’impegno è stato rinnovato con l’intervista rilasciata da Franco Frattini. Tutti i contributi sono graditi.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*