Quale alternativa per Cipputi


Cipputi non ci sta più a fare l’operaio più sfigato del mondo, con l’ombrello nel sedere, da quando ha capito che i suoi condottieri di un tempo, quelli che gli indicavano il sole dell’avvenire, si sono alleati con il capitale. E vota altrove o non vota.

I risultati elettorali sono precipitati di oltre 20 punti dalla gloriosa campagna delle europee di Renzi. Che non perde occasione per dire che non ha soltanto perso, che non è questione di antipatia personale, ma di politica. Ha ragione.

Non è colpa di Renzi, che il Pd sia crollato. E’ colpa di Renzi e di tutti quelli che l’hanno preceduto, accompagnato e seguito. Risultati elettorali e sondaggi la dicono lunga sul voto e sulle intenzioni di voto. I voti degli operai sono andati alla Lega e ai Cinque Stelle.

Abbiamo fatto un giro in Valdarno, che un tempo, con Sesto San Giovanni e dintorni, era un concentrato di rabbia e di speranza, votato al Pci, fiducioso che il “personale” fosse politico. Che la vita privata dovesse essere consegnata al partito in un abbraccio totalizzante. Così diceva il Comitato Centrale, così ripetevano i segretari locali e così bisognava fare se si voleva vincere. Con la conquista del potere, con il Pci al governo, le cose sarebbero cambiate.

Invece, il Pci ha cambiato nome e, più o meno con le stesse persone, è andato al governo. Per fare peggio di tutti quelli che c’erano stati prima. Della Democrazia Cristiana e perfino dei Socialisti.

Cipputi così ha scoperto che i suoi capi, con il suo voto, si erano consegnati alla finanza europea e mondiale, ha mugugnato, si è rassegnato ed è passato alle felpe di Salvini e al Vaffa di Grillo. Sempre speranzoso. Fiducia mal riposta.

Nel giro di due anni, i Cinque Stelle si sono dimostrati più poltronari dei precedenti inquilini del Parlamento e la Lega ha smesso le felpe di Salvini per compiere il tragitto suggerito dalla finanza e dai suoi rappresentanti.

A questo punto Cipputi deve scegliere tra l’ombrello e l’alternativa. Che ancora non si vede. Che, di certo, non è l’unità nazionale.    

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