Prospettive di Governo, solo giudizi motivati

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Il Corriere della Sera, con l’articolo a firma di Antonio Polito “Le novità (e i rischi) per il Paese”, spara a palle incatenate sull’intesa tra Lega e M5S, che, nella prospettiva dell’autorevole redattore, trascina con sé una crisi di funzionamento del sistema politico e rischia di trasformarsi, invece che in un cambiamento, in un “salto nel buio”. La posizione è legittima, ma gli argomenti sono, quanto meno, discutibili.

Polito si preoccupa che “il compromesso sulla figura del Presidente del Consiglio modifica sostanzialmente la Costituzione materiale che regge l’Italia dal 1948” (dimentico che la Costituzione materiale è stata abbondantemente rimaneggiata almeno da due Presidenti, Scalfaro e Napolitano), avverte che “in Europa gli altri governi rispondono al loro interesse nazionale” (ma non ricorda alcun interesse nazionale italiano da tutelare in Europa) e teme che “il premier italiano (frutto del compromesso, ndr.) si consulti a Roma con il suo consiglio di sorveglianza prima di apporre la firma dell’Italia” (rischiando di sembrare un burattino “come paventava la Tv Bloomberg”), mentre “siamo molto più interdipendenti di quanto certi <sovranisti> lascino credere agli italiani”. 

E’ vero, l’Italia è un Paese largamente dipendente dall’Unione Europea, così come lo sono gli altri Paesi membri, Francia e Germania comprese, gode di un largo credito finanziario per il contributo alle casse comuni e di una posizione strategica geopolitica, che, tuttora, è necessaria all’Europa (e, per questo, viene regolarmente insidiata dall’interno e dall’esterno). A Polito fanno eco altri noti editorialisti, impaludati di competenze costituzionali, che consentono loro commenti da iniziati sul Contratto tra Lega e M5S, e di expertise mondiali in materia di economia e finanza, che trascurano, però, i temi prioritari degli impieghi delle risorse e della tutela del risparmio in Italia.

Prodi, intervistato da 7, non si è risparmiato un fugace riferimento ad un aumento di tasse, come se le tasse venissero da una saccoccia, a cui la produzione e il reddito sono categorie estranee. Detto questo, la nostra posizione rispetto alle prospettive di governo del Paese non è pregiudiziale, a favore o contro, come i nostri lettori sanno, ma è frutto di analisi, anche fortemente critiche, però spiegate, e soprattutto motivate dall’attenzione agli interessi nazionali, nel rispetto delle alleanze naturali mediterranee, europee e globali.

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