Prospettive di alleanza tra Lega e Forza Italia

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Lina Palmerini e Roberto D’Alimonte si interrogano nella stessa pagina del Sole 24 Ore sulle sorti di Forza Italia e di Berlusconi. Il percorso logico è analogo. Le conclusioni sono uguali. Berlusconi (e quindi Forza Italia) è schiacciato dai due protagonisti preponderanti della politica nazionale, Renzi e Salvini, malgrado la sua rinnovata agibilità personale, a seguito della nota sentenza di assoluzione.

Il percorso di D’Alimonte è più articolato, richiama sondaggi recenti ed esclude che siano possibili, nell’Italia di oggi, performance del tipo Vicenza 2006. Quando gli imprenditori vicentini impazzirono per Berlusconi. La Palmerini, poco memore, forse anche per l’età giovanile, dell’Italia comunista e democristiana e dei personaggi che infestavano il parterre della politica ancora agli albori di Forza Italia, sostiene che la prima edizione del 1993 non ha dovuto scontare la presenza di personalità forti in entrambi gli schieramenti.

Il commento non è condivisibile. In effetti, non ci sono stati proprio due schieramenti fino all’epoca berlusconiana, che ha caratterizzato la dualità della scelta elettorale: o di qua o di là (anche il titolo di un fortunato programma). Il ragionamento si può arricchire con una considerazione, che gli analisti non fanno. Salvini, al momento, vuole affermarsi, anche a discapito di Forza Italia, che è serbatoio di voti contiguo ed esasperato dalla situazione italiana e globale.

Quindi, i suoi toni accesi e ultimativi vanno bene. Oggi. Domani potrebbero non andare, ma sarà comunque un altro giorno. Ma Salvini sa che non può vincere e soprattutto che non può governare. La Lega, ancorchè nuova, non è preparata per l’attività di governo centrale, non gode di reputazione internazionale (infatti Salvini fa il commesso viaggiatore da occidente ad oriente) ed è invisa al cosiddetto establishment (il che potrebbe essere anche un vantaggio, in prospettiva, vista la qualità del ceto dirigente allocato al potere).

E quindi, oggi, non è un ostacolo per Forza Italia, se la visione tattica di Berlusconi trova punti di coincidenza con la visione strategica di Salvini. Sta alla capacità dei due leader trovare questi punti di contatto che potrebbero rinnovare il successo di uno schieramento concorrente al Pd di Renzi.

 

 

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