POVERTÀ IN ITALIA: AL VIA IL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE.

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Da oggi, venerdì 1 dicembre, in tutta Italia, è possibile presentare ai Comuni la domanda per ricevere il Reddito di inclusione sociale (REI), misura di contrasto alla povertà, approvata dal Consiglio dei ministri a fine agosto. Forse questo è uno dei motivi per i quali questa importante politica sociale non ha trovato grande risonanza da parte dei media, né è stato pubblicizzato sufficientemente dalle istituzioni: agosto si sa, è il mese in cui si preferisce conoscere tutte le notizie di gossip piuttosto che posare gli occhi sulla realtà.

Coloro che faranno domanda, e che possiedono i requisiti necessari ( si tratta di requisiti economici, occupazionali, ma anche familiari e di residenza) potranno, dal 1 gennaio 2018, vedersi erogato il contributo, che varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare, e delle risorse economiche che si possiedono.

 

TABELLA: VALORE MENSILE MASSIMO DEL BENEFICIO ECONOMICO

Numero componenti
Beneficio massimo mensile
1
187, 50 €
2
294, 50 €
3
382, 50 €
4
461,25 €
5
485,41 €

Fonte: Ministero del lavoro e delle Politiche sociali

 

Oltre al trattamento economico, la legge stabilisce anche una dimensione aggiuntiva, quella dell’inclusione sociale dei beneficiari. L’approccio non è di tipo assistenzialistico, ma è volto a promuovere il reinserimento socio-lavorativo dei soggetti coinvolti. A tutti i membri del nucleo familiare è richiesto infatti, un impegno personale, ad attivarsi per quanto è loro possibile, grazie all’aiuto di assistenti sociali che hanno il compito di predisporre un progetto personalizzato a seconda della situazione contingente. Bisogna che si rendano autonomi: che gli adulti cerchino un impiego, che i minori frequentino le scuole, affinché non si tratti di un sostegno economico a vita, ma che abbia un termine.

Da parte dello Stato l’impegno è già iniziato. Sono stati stanziati circa 2 miliardi di euro per farvi fronte. Una cifra non indifferente. Oltre, ovviamente, a ciò che riguarda l’organizzazione dei Comuni e degli organi istituzionali coinvolti – primo tra tutti l’INPS  –, che hanno un ruolo fondamentale nella gestione della manovra.

Questa misura riguarderà più di cinquecentomila famiglie, coinvolgendo settecentomila minori. In effetti, i numeri dell’ISTAT sull’indigenza in Italia parlano chiaro. Sono più di un milione e mezzo le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, per non parlare di quelle in povertà relativa (circa il 10% del totale). In un quadro come questo occorre che lo Stato agisca con politiche efficaci, e il REI è sicuramente un buon trampolino di lancio. Ma questo non basta. Occorre una maggiore coscienza sociale della situazione. E questo spetta a ognuno di noi, non solo allo Stato. Forse per questo è così difficile aprire gli occhi.

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