Poteri forti contro Formigoni

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Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, esponente del movimento ecclesiale costituito da don Giussani, leader carismatico e padre spirituale degli aderenti, scomparso da qualche anno e già in odore di santità, ha denunciato a chiare note, nel corso di una seguitissima trasmissione televisiva, il complotto ordito tra poteri forti dell’industria e della finanza che, a suo dire, intendono “ribaltare la situazione per farsi gli affari loro profittando della debolezza della politica e dei partiti” (Corriere della Sera del 25 aprile 2012).

I poteri in questione non sono indicati dal presidente, che non esplicita nemmeno le modalità di azione dei complottisti, salvo che per il riferimento al sostegno conferito all’impegno predatorio dai mezzi di comunicazione. Il NuovoMille ritiene che il presidente, considerata la funzione, non possa formulare un tale atto di accusa senza fornire ogni più ampia segnalazione dei profili di illegittimità del confronto tra i poteri forti, almeno potenzialmente eversivo, sia ai cittadini, che alle istituzioni interessate, sollecitando ogni più utile e immediato provvedimento di giustizia.

In particolare, il presidente, che governa la regione prima tributaria dello stato, deve riferire se la contesa coinvolge rappresentanti delle istituzioni e dei partiti, se i poteri forti contendenti sono sostenuti da lobby estere, se il confronto concerne l’occupazione del tessuto economico e istituzionale, se il controllo del Corriere della Sera costituisca obiettivo della contesa. Il presidente Formigoni non può esimersi dal chiarimento, pena la perdita della credibilità personale.

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