Politica senza rimedi, Destra, Sinistra e M5S

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I partiti, anche i tre grandi partiti (M5S, Pd, e i suoi spezzoni, e la Destra, quale che sia), non rappresentano più nessuno. Sono sostanzialmente illegittimi, alla stregua di quei Parlamentari che la Corte Costituzionale ha già teoricamente emarginato (senza avere la possibilità di estrometterli effettivamente). Piazza Pulita ha offerto la rappresentazione plastica, intervistando in Emilia, regione “rossa” di provata fede, “vecchi comunisti”, così autodefinitisi, che hanno dichiarato di non riconoscersi più nei capi e di non accettare più la loro non – politica sul lavoro e sulla immigrazione.

Sono volate anche parole grosse su fucili e reazioni forti alle aggressioni quotidiane degli immigrati. Che i quartieri eleganti della Capitale non subiscono e infatti continuano a votare per la Sinistra, altresì chiamata da Rampini, in collegamento, la gausche caviar. E questo naturalmente è quello che Formigli ci ha fatto sentire. In studio Cuperlo, ma anche gli altri, intervistatori e intervistati (la compagnia di giro del circuito informativo), sono rimasti spiazzati e hanno blaterato qualcosa a proposito di una Sinistra irriconoscibile e di una Destra che non offre soluzioni alternative. Perché, naturalmente, hanno loro la prerogativa di enunciare quello che il Popolo deve sentire, dire e fare.

Le cose non cambiano per la Destra. Infatti, Berlusconi lo ha capito da anni, ha rinunciato, sempre da anni, a fare politica e ha enunciato la teoria che basta la campagna elettorale dei 10 o 15 giorni precedenti le elezioni. Cioè, la “romanella” della politica, quel tanto che serve per andare in Parlamento o nelle altre assemblee, regionali, comunali, provinciali (speravamo di essercene liberati) e municipali, e governare (ma si potrebbe anche non adottare l’eufemismo del “governo” e dirla alla Razzi). In questo marasma trionfa, finora, il M5S.

Noi abbiamo fatto un sondaggio, empirico, ma che può essere verificato da ciascun lettore nell’ambito della propria cerchia di appartenenza. Gli elettori di Grillo e della Raggi hanno votato “per differenza” chi, nella loro attesa, è “meno peggio”. E i voti, così come sono arrivati, possono andare altrove o non essere proprio espressi. Con effetti devastanti sulla Democrazia e sulle Libertà, se si pensa che gli elettori del Parlamento, ormai tendenti al 50 per cento dell’elettorato, in gran parte votano per qualcuno e qualcosa in cui non credono, soltanto perché pensano che sia meno indecente. Ci sarebbero tutte le premesse per il ricorso alla Corte Costituzionale. Ma il sistema dei nostri Padri Costituenti non poteva prevedere che i cittadini italiani affrancati dalla dittatura non fossero messi in condizione da politici infedeli di mantenere un controllo rigoroso e continuo sul loro operato. E, infatti, il sistema apparentemente non offre rimedi.  

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