Pisapia ad un passo dall’abbandono

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Pisapia farà un passo indietro, se non cesserà il fuoco amico e se gli altri rappresentanti della Sinistra, che considera suoi unici interlocutori, non riusciranno ad interpretare le condizioni della grande alleanza, richiesta (nella sua dichiarata visione) “dalla società, dal sindacato, dall’immensa prateria del volontariato laico e cattolico, dal mondo dell’ambientalismo e del civismo, dalle persone che non hanno tessere di partito” (citiamo da una sua intervista al Corriere della Sera)Non vogliamo deluderlo, ma gli diciamo subito che il fuoco amico non cesserà e che un novello afflato civile e politico non investirà i protagonisti dei partiti e non cementerà una grande alleanza della Sinistra. Che, con questa legge elettorale, non ha nemmeno motivo di presentarsi unita alle elezioni.

Però, detto questo, non vorremmo che facesse il passo indietro, perché ci sono tante cose da fare e Pisapia, dotato di visibilità e di professionalità, può, volendo, contribuire a contenere le disuguaglianze sociali, di cui parla nell’intervista. Che sono al centro di tante nostre analisi. Noi abbiamo identificato la produzione di non poche disuguaglianze nelle illegalità che inquinano il sistema finanziario. E, come sanno i nostri lettori, ci battiamo da tempo con le nostre forze, certamente inferiori a quelle di Pisapia e del suo mondo, per contribuire a contenerle e, magari, a rimediarle. Pisapia gode di ascolto, può fare di più, dimostrando concretamente il suo impegno a sinistra. L’intervista riguarda vari altri temi, alcuni dei quali sono trattati regolarmente anche su queste colonne. Tra questi, i diritti umani. Concordiamo con Pisapia che la tutela dei diritti umani deve essere la priorità. Non concordiamo con lui quando esclude dalla portata dell’attenzione politica (almeno nell’intervista) i cittadini italiani, tra cui milioni di risparmiatori, vessati dalle inerzie di sistema, che noi non esitiamo a ritenere illegalità.

Non manca un suo rilievo sulla resurrezione politica di Berlusconi, che condividiamo. Dice Pisapia: “E’ la dimostrazione della debolezza del centrodestra e contemporaneamente della sua forza”. Vero. L’assenza di altri leader credibili e capaci ha frustrato le potenzialità di una Destra di governo e, con essa, l’offerta di una Politica libera e democratica nel Paese. Che, per essere tale, deve proporre agli elettori scelte alternative, credibili e realizzabili, e il ricambio del ceto dirigente. E, come si sa, non è questa l’offerta politica in Italia.

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