Il peso dell’Italia nel mondo

italia_fisica

La considerazione di cui gode un Paese nel mondo si registra nell’accoglienza del cittadino ordinario, del Pinco Pallino qualsiasi, John Doe in versione inglese, nei Paesi in cui si reca in visita per turismo o affari. Siamo personalmente testimoni, con milioni di altri cittadini italiani, che l’accoglienza, la disponibilità e la cortesia nei confronti dei nostri compatrioti all’estero sono crollate in Europa, in Paesi che una volta accoglievano l’italiano magari come rappresentante di un folclore inesistente, mitologico, che però destava simpatia e riguardo. Ma negli ultimi anni siamo caduti veramente in basso e il ricorso alle condizioni di reciprocità, previste dal diritto internazionale, si rende sempre più evidente e necessario.

Senza ricordare il caso dei due Marò trattenuti in India per anni e ancora sotto processo arbitrale, almeno due episodi dei giorni scorsi richiedono un breve commento da parte nostra e spiegazioni da parte dell’autorità politica e diplomatica competente. Non solo del Ministro degli Esteri, quindi. Una colf brasiliana torna in patria e denuncia per maltrattamenti la famiglia che l’ha impiegata per anni. Avrebbe potuto farlo in Italia. L’Autorità Giudiziaria avrebbe avuto il dovere di intervenire e rimediare, se il torto fosse stato commesso. Invece no. E si innesta il procedimento previsto dal Trattato Bilaterale che comporta conseguenze contrarie, in effetti, ai principi della Costituzione italiana in tema di giusto processo e di privazione della libertà. C’è una clausola di salvaguardia (il rifiuto discrezionale), praticamente affidata al buon cuore del Ministro competente, e la famiglia italiana, per questa volta, non è stata estradata.

Altro caso. Un cittadino italiano, anziano (in altri tempi si sarebbe detto vecchio), felice di avere visitato la Thailandia e quindi euforico, in aeroporto, nel corso della rituale perquisizione dei bagagli, ha detto alla poliziotta impegnata di non avere bombe nascoste. Se lo poteva risparmiare, certamente, come mille altre stupidaggini che si fanno nella vita di tutti i giorni, ma che, non per questo, possono comportare giorni di galera, una condanna penale e sanzioni pecuniarie onerose, per una persona che ha già contribuito con la vacanza al Pil del Paese definito del sorriso. Sembra che anche la rappresentanza diplomatica italiana non abbia brillato per presenza e aiuto. Ci auguriamo che la politica rimetta mano ai trattati per renderli conformi ai principi della Costituzione e che le ambasciate siano più inclini a soccorrere i connazionali che chiedono aiuto.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*