Per il Pci commemorazione sotto tono


Achille Occhetto, artefice della “svolta della Bolognina”, cioè quando il Pci cambiò nome e divenne Pds – Partito Democratico della Sinistra, è scomparso dalla vita politica nel momento preciso dell’impensabile sconfitta elettorale del 1994.

Quando, pur avendo dalla sua la “gioiosa macchina da guerra” del partito, appoggiata da una gran parte delle élite, che allora si chiamavano intellettuali, perse il confronto elettorale con Forza Italia, capeggiata da Berlusconi, neofita della politica, che era riuscito a mettere insieme la Lega Nord, federalista o secessionista, a seconda delle circostanze, e Alleanza Nazionale, erede del Movimento Sociale, rappresentata da una pattuglia di giovani ambiziosi e scalpitanti capeggiati da Fini, e blandiva i timori e le speranze degli italiani, che non volevano diventare comunisti, quando tutti i comunisti europei diventavano socialdemocratici.

Occhetto non la prese bene, ma il partito la prese peggio e lo mise alla porta. Senza accuse note, se non la scarsa capacità organizzativa e rappresentativa. Ci fu chi parlò di abiti marroni rispetto al doppio petto blu di Berlusconi e di linguaggio ormai inadeguato al più vasto uditorio nazionale.

Oggi, dopo la sua dichiarazione di essersi sempre sentito comunista e socialista insieme, il partito potrebbe accusarlo di deviazionismo. Accusa gravissima dalle parti di Botteghe Oscure, più ancora del frazionismo.

Buon per lui, il partito nel 1994 aveva cambiato abitudini, oltre al nome, e Mosca non vigilava più sugli affari italiani come nei tempi passati. Occhetto non venne invitato a recarsi a Mosca per un chiarimento e D’Alema ebbe il sopravvento, dopo una disputa all’ultimo fax con Veltroni.

Dopo i governi tecnici che succhiarono il sangue agli italiani per consegnarlo chissà a chi, visto che il debito pubblico aumentò e gli investimenti non vennero fatti, venne la stagione di Prodi e delle privatizzazioni.

Percorsa daD’Alema senza pietà per le imprese e gli azionisti (i cittadini italiani). Perse anche lui le elezioni (a privatizzazioni fatte), perché gli elettori non sono stupidi, e si dedicò alla navigazione e alla campagna. Da dove è emerso per partecipare agli Amarcord di Occhetto e di quei pochi altri che non si vergognano a dichiarare di avere fregato gli italiani. Per 45 anni, dal 1945 al 1990, con le chiacchiere. Poi con i fatti. Ecco perché il Pd è alle corde e teme la scomparsa.

Martina, ex segretario ed ex ministro dell’Agricoltura, che è giovane e non ha partecipato alle privatizzazioni, lo ha capito bene ed è passato alla FAO, l’organizzazione mondiale che si occupa di cibo e agricoltura. Lì, le questioni alimentari sono all’ordine del giorno. 

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