PD IN AFFANNO

pd

Abbiamo scritto che nel Comune di Roma la Politica è assente. La maggioranza a 5 stelle è imbrigliata nella cattiva amministrazione e nella ideologia del niet allo smaltimento locale dei rifiuti (trasferiti altrove a care spese) e del trasporto pubblico urbano (che non funziona), mentre l’opposizione, di destra e di sinistra, tace.

Anche sul piano nazionale l’opposizione di sinistra, incomprensibilmente, non c’è (che non ci sia di Forza Italia è comprensibile, malgrado le roboanti dichiarazioni di Berlusconi). Ogni tanto un volto noto del Pd provvede a qualche ignobile marchetta televisiva, ma a nulla di più e, soprattutto, a nulla di concreto. Il Pd si è infatuato del Papa, ma soltanto quando parla di migrazione, come Sallusti ha fatto notare a un Richetti disorientato nel corso di una polemica televisiva.

Le disuguaglianze, anche se provocate da mascalzonate (rapine di risparmio illegali, non contestate e non sanzionate, che provocano danni miliardari a carico dei meno abbienti e nulla hanno a che vedere con la speculazione), non sono nelle corde del Pd, tante volte i poteri forti se ne avessero a male. Il famoso provvedimento degli 80 euro, che ha rappresentato una misura redistributiva, è stato poco più che un palliativo rispetto alle esigenze di una società provata dall’impatto di fenomeni (globalizzazione e migrazione), che il ceto politico non ha saputo o voluto riconoscere o non è stato capace di affrontare.

Salvini sta offrendo, dopo molto tempo, una risposta alla domanda di sicurezza degli italiani, che chiede vigilanza nel territorio, lavoro e un minimo di benessere. Questo il Pd lo capisce? O il ceto dirigente si ritiene parte integrante di quella elite, abbiente, egoista, chiamata a superiori destini e indifferente a tutto ciò che accade (Capalbio style), che se ne frega dei poveretti?

E’ vero che la sinistra moderata avrà sempre un suo pubblico e un suo spazio nella Politica italiana, ma non è detto che questo spazio non possa essere riempito da altre proposte. Renzi è, del Pd, il leader riconosciuto, odiato e amato. Dovrebbe, secondo il nostro modestissimo parere, rivedere la sua agenda e inserire o rivedere dei punti, che non collimano con le esigenze effettive dei cittadini italiani, un tempo suoi elettori, alla ricerca di rappresentanza politica.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*