In ogni partito un responsabile del risparmio


L’audizione di Visco, Governatore della Banca di Italia, è durata ore, di sicuro più del previsto, ma è stata esauriente e documentata. Istituzionale. Visco non si è lasciato prendere la mano dalla polemica, malgrado ci fossero tutte le premesse. I commissari lo hanno incalzato con domande puntuali e insidiose, centrate anche sui rapporti con la Consob, che ha costituito uno dei temi più percorsi dalla Commissione. Casini si è dimostrato all’altezza del ruolo, mediando all’interno della Commissione e pungolando le persone convocate. Visco compreso. Che ha ricordato l’impegno svolto dalla Banca Centrale, anche nel corso degli ultimi anni burrascosi, nella vigilanza, così come nell’indirizzo del sistema creditizio.

Le banche “incriminate” sono 7, su circa 500, che operano in Italia onestamente. Quindi, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Carlo Dell’Aringa, un membro della Commissione molto preparato, avvocato, del Pd, si è chiesto perplesso, estendendo il quesito a Visco e al pubblico, cosa dovesse accadere perché la Banca intervenisse con i poteri attribuiti dall’articolo 53 del Testo Unico Bancario, prima che gli effetti dei dissesti investissero drammaticamente centinaia di migliaia di risparmiatori. Una risposta è già stata offerta da un adeguamento dei poteri, che consentono alla Banca di Italia un intervento attivo nella guida dell’istituto dissennato o in crisi. Altre risposte potranno essere offerte dalla operatività di sistema, da oggi in poi. Dalla partecipazione dei cittadini, soprattutto dei più esperti, dei professionisti impegnati nella materia, alla attività di sorveglianza, che, in parte, si può esercitare anche dal di fuori, osservando i comportamenti, denunciando le irregolarità, anche apparenti. L’istituto dovrà rispondere e sarà compito della Vigilanza dare corpo alle legittime attese degli utenti.

L'avv. Carlo Dell'Aringa
L’avv. Carlo Dell’Aringa

Ogni partito, a dimostrazione della credibilità dei proclami di sapore elettorale, dovrebbe nominare un membro della Direzione dedicato al risparmio. Un responsabile. Il tema è centrale nell’economia del Paese. Non si tratta soltanto di controllare che non ci siano furti. Quello è o dovrebbe essere il meno. Bisogna far funzionare il risparmio per la finalità che gli attribuiscono la Costituzione e le leggi dell’economia. Che è l’alimentazione delle esigenze di finanziamento delle imprese. L’Italia è tradizionalmente bancocentrica. I mezzi di finanziamento delle imprese dai risparmiatori sono affidati dalle banche. Con criteri talvolta discutibili, meritevoli, quanto meno, di interlocuzione politica. Visto che la Politica partecipa alle responsabilità dello sviluppo e del mancato sviluppo. Le società quotate in Borsa sono sempre state poche, rispetto ai canoni dei Paesi sviluppati. E la diffidenza dei risparmiatori per la Borsa è sempre stata massima. Spesso a ragione. Come dimostriamo nelle nostre campagne a favore del risparmio su queste colonne. A noi non dispiacerebbe che Dell’Aringa, nel Pd, assumesse questo ruolo. Ha dimostrato, anche in occasione dell’audizione di Visco, di essere preparato ed equilibrato. Lo chiederemo a lui e al partito. E solleciteremo gli altri partiti a inserire, credibilmente, il tema del risparmio nei programmi elettorali.

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