Palamara radicale


Palamara, intervistato da Barbara Palombelli a Stasera Italia, si è presentato sereno e misurato, come del resto è quasi sempre stato in pubblico. Ha risposto alle domande sul procedimento penale in corso a suo carico, per quanto consentito dalle esigenze difensive

. Ha risposto alle domande sul sistema delle correnti in magistratura, inaugurato negli anni 60 – nelle sue parole – per scopi nobili e, poi, degenerato. Si è dichiarato unica vittima del sistema, laddove trattative e accordi tra le correnti richiedono partecipazioni multiple, almeno una per corrente, ma non ha indicato interlocutori.

Non ha risposto alla domanda sulle ragioni dell’accanimento, posto che – diciamo noi osservatori esterni – accanimento ci sia stato, nei suoi confronti. Mentre questa, del perché solo lui in quel momento, è una domanda che merita una risposta, in un senso o nell’altro. Lo diciamo da cittadini utenti della giustizia.

Di certo, il procedimento disciplinare a suo carico è stato inusualmente rapido e circoscritto a eventi che, invece, avrebbero meritato di essere confrontati ad altri. Perché è principio fondamentale di giustizia la parità di trattamento, sia dinanzi allo stesso giudice, penale, civile e amministrativo, sia delle diverse parti.

Ha confermato en passant la sua partecipazione alla commissione giustizia del Partito Radicale. Ne vorremmo sapere di più su questa partecipazione, sia da lui, che dal partito, perché la sua battaglia contro la radiazione è appena iniziata, e l’ipotesi di un conflitto non si può escludere.

Posto che, secondo noi e secondo la Costituzione, il diritto di difesa è irrinunciabile e meritevole di sostegno anche in sede politica. Per tutti, però, non solo per Palamara.  

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