Outing non richiesto, politica è altra cosa


Anni fa, Alessandro Cecchi Paone, noto giornalista e volto della tv, fece outing e disse che ne avrebbe fatto volentieri a meno, perché la normalità, in tema di sesso, se ne buggera degli orientamenti sessuali di tizio e caio, personaggi pubblici o gente qualunque. Apprezzammo e siamo tuttora della stessa idea.

Francamente non gradiamo le ostentazioni, tanto meno in materia di sesso, che dovrebbe essere confinato alla privacy esclusiva di tempo e di luogo dei praticanti. Non crediamo di essere bacchettoni per questo. E non pensiamo che il sesso abbia a che fare con la politica.

Con buona pace di Zan, Scalfarotto, ora della Masini, della onnipresente Vladimir Luxuria e degli utili idioti (copyright Lenin) che gli vanno dietro in parlamento, nei giornali e in televisione.

Un tempo si diceva “tutto è politico”, in omaggio all’egemonia esercitata dal Partito Comunista sulla vita degli iscritti. Mentre la Democrazia Cristiana delegava al parroco il controllo sui comportamenti sessuali delle proprie clientele e, nel frattempo, i rispettivi esponenti si dedicavano, in privato, alla soddisfazione delle proprie pulsioni di ogni tipo. Oggi, non se ne può più.

Un esponente delle sardine, movimento in temporanea immersione, inviato a dibattere sui temi politici del momento, presentandosi disse di essere omosessuale. Nessuno degli astanti ha avuto il coraggio di dirgli… chissenefrega!

Nel frattempo, abbiamo fatto passi da gigante verso lidi lessicali ignoti fino alla stagione scorsa. Cisgender (sfidiamo i non adepti a capire cosa sia senza andare su Google) e parole combinate senza fine che si rinnovano in continuazione, in omaggio al gender fluid.

Facciamo una proposta. Ognuno a casa sua faccia quello che più gli aggrada e se lo tenga per sé. Degli orientamenti sessuali altrui, diciamoci la verità, non frega niente a nessuno.    

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