Nutri-Score, attacco della Francia alla dieta mediterranea


Attenti ai “franzosi”! Direbbe il celebre Don Bastiano, interpretato dal compianto Flavio Bucci, all’amico Marchese del Grillo, sulla proposta degli scienziati d’oltralpe. Stiamo parlando del Nutri-Score, ossia di un sistema di identificazione dei valori nutrizionali degli alimenti che, in base al colore dell’etichetta assegnata, stabilirà quanto il prodotto è “sano”.

A prima vista, potrebbe anche essere una proposta interessante, se non fosse che l’assegnazione dell’etichetta, da cui deriva la certificazione della qualità, è stabilita da un algoritmo (francese) sulla base di standards salutari (francesi), il cui risultato penalizza fortemente tutti i principali prodotti dell’area sud-europea (nessuno dei quali francese).

Quali sono le ricaduta sull’olio extravergine d’oliva celebrato ovunque nel mondo? Per il Nutri-Score è grasso liquido, pericolosissimo per la salute dei cittadini comunitari! Molto meglio condire l’insalata con un’ottima salsa dressing (francese).

Di questo si parlerà al webinar “empowering consumers” organizzato per il 12 ottobre dal Prof. Pietro Paganini, con la partecipazione di alcuni protagonisti della scena europea, tra cui l’eurodeputata Alessandra Moretti ed Herbert Dorfmann, Farm to Fork Strategy rapporteur.

La locandina dell’evento “Empowering Consumers

Per Paganini si tratta di un’imposizione “palesemente illiberale, che pregiudica le produzioni di Italia, Grecia e Spagna, dando origine a contraddizioni per cui la coca-cola light sarebbe più salutare di una mozzarella. La Francia e i Paesi del Nord Europa non hanno una tradizione alimentare simile alla nostra”. Inoltre, sempre nelle sue parole “l’algoritmo che genera il Nutri-Score non considera la persona e lo stile di vita adottato e le abitudini alimentari di chi segue la dieta mediterranea”.

Lo schieramento italiano in Europa, per una volta, appare compatto nel contrastare l’adozione del Nutri-Score“La commissione europea deve impegnarsi a sviluppare un sistema di etichettatura che consenta di avere informazioni veritiere e che non discrimini i prodotti italiani ed europei d’eccellenza”, ha dichiarato la Moretti in previsione dell’incontro di Competere.Eu.

All’esito della decisione del Parlamento Europeo, prevista per gennaio, avremo modo di verificare se l’impegno dei nostri rappresentanti avrà sortito qualche effetto, a tutela degli interessi dei produttori dell’Europa del sud e dei cittadini, ovvero se la bilancia degli interessi avrà pesato a favore dell’iniziativa francese e delle loro aziende.

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