Nuovo spunto sul caso Emanuela Orlandi


Due personalità del Vaticano avrebbero rivelato, nel 2012, all’ex magistrato Giancarlo Capaldo dove si trovano i resti di Emanuela Orlandi, se le autorità dello stato avessero messo a tacere la stampa sullo sconcerto pubblico – a dir poco – suscitato dalla sepoltura di Renatino De Pedis, boss della banda della Magliana, nella Basilica di Sant’Apollinare, a Roma.

Il negoziato non ha avuto il successo sperato. Almeno dalla famiglia Orlandi e  dall’opinione pubblica italiana. Perché i resti di Emanuela Orlandi non sono stati ritrovati, mentre la campagna stampa sulla sepoltura è cessata. A sconcerto, quindi, si aggiunge sconcerto.

Vedremo se accadrà qualcosa nei prossimi giorni. Al momento possiamo ragionare sui dati offerti da questa incredibile coda di una vicenda improntata alla miseria, oltre che alla cattiveria.

I vertici del Vaticano saprebbero dove si trovano i resti e, per forza di cose, saprebbero molto di più. Come i resti sono giunti nel luogo in cui si trovano e magari dove e come sono stati ritrovati, prima di essere ricollocati. E poi, domanda delle domande, perché nulla le autorità vaticane hanno detto prima alle autorità italiane. O questo, almeno, dobbiamo pensare.

Perché altrettanto grave e ancor più sconcertante sarebbe che le rivelazioni fossero state fatte a chi di dovere in Italia e le indagini non fossero riprese con il dovuto, rinnovato vigore.

La scomparsa di Emanuela Orlandi avvenne nel 1983. Il paese era dilaniato da scandali e malaffare. A Roma imperversava la banda della Magliana, il terrorismo non aveva deposto le armi, i cittadini si interrogavano sulla tenuta delle istituzioni.

L’anno precedente erano stati uccisi a Londra Roberto Calvi presidente del Banco Ambrosiano, a Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa. La matrice di entrambi i delitti non è mai stata chiarita. Eppure, la scomparsa della giovane, quasi bambina, non passò inosservata.

Nel corso degli anni, le versioni si sono succedute, ma la verità dei fatti non è mai emersa. I pettegolezzi vogliono che il coinvolgimento di personaggi al di sopra di ogni sospetto e i depistaggi abbiano avuto la meglio. Ora, questa nuova pista. Un rimorso? Un “ricordo” improvviso? Un impegno rinnovato sul cold case? Le ragioni importano meno. Importa di più che si giunga alla verità.    

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