No vax, l’indifferenza al potere


Molti operatori sociosanitari si sottraggono al vaccino e i pazienti anziani (o fragili, come abbiamo imparato a dire) muoiono. In alcuni casi si è stabilita la relazione diretta. Nella gran parte dei casi, no, perché non funzionano i sistemi di tracciamento e, soprattutto, la “privacy” non consente negli ospedali al caposala di sapere se l’operatore dipendente è stato vaccinato.

E’ l’ennesimo caso di degenerazione del sistema. C’è l’apparenza di legalità che i nostri dati personali sono protetti, e poi siamo bersagliati da telefonate di proposte commerciali oppure ci appare nel telefonino la pubblicità del prodotto che abbiamo preso in mano per qualche secondo. Per non parlare della burocrazia. Che impiega mesi a rilasciare il documento che serve, magari per lavorare, ed è abilissima a rintracciare il cittadino che non ha pagato la multa o la bolletta.

La teoria vuole che norma costituzionale protegga dati personali e diritto alla salute, comprendendo tra i diritti la scelta di non essere vaccinati. Anche questa è l’ennesima beffa. Perché la pratica dice tutt’altro.

Se qualcuno ha dubbi, chieda ai risparmiatori derubati se la Costituzione ha protetto i loro risparmi di una vita, ai cittadini che si rivolgono inutilmente alla giustizia se il loro diritto di difesa effettiva è stato garantito, ai malati se ricevono un trattamento immediato e adeguato.

 E stiamo parlando dei diritti fondamentali. Anche se qualcuno ha il coraggio di sostenere che il risparmio non è un diritto fondamentale.

Nel confronto tra valori, che si impone ogni volta che il giudice o, in questo caso, il legislatore deve scegliere, vince la tutela della collettività, che deve essere protetta dal vaccino più diffuso possibile, o la tutela del singolo operatore che rifiuta il vaccino?

Andiamo incontro al compromesso tipicamente italiano. E quindi alle ferie, all’esonero dal servizio, al distacco in altro reparto, per l’operatore che si sottrae al vaccino e se ne frega degli altri.

D’altra parte, il buon esempio viene dall’alto. Dalle cosiddette elite che hanno conquistato la poltrona in politica, nelle università e nell’amministrazione dello Stato e se ne fregano del paese. Come hanno fatto negli ultimi decenni. 

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