Nessuno creda a Oscar Giannino (e a Michele Boldrin)

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C’è un luogo della politica, definito “centro“, che un tempo era occupato dalla Dc (che non ne ha fatto buon uso) e oggi si ripropone, come soluzione dei mali prodotti dagli schieramenti esistenti, nelle mentite spoglie di moderati, liberali disillusi e aspiranti benefattori della patria.

Fermare il declino” è l’invenzione di Oscar Giannino (o  di chi per lui) appostata in prossimità del centro, nell’attesa di esprimere un condottiero integerrimo destinato a sedere in parlamento: per intervenire “come” nella politica, non è dichiarato. Non è l’unica nebulosa che svolga il ruolo del grillo parlante in questo momento di grande difficoltà del paese, ma, coordinata o meno con le altre iniziative di disturbo del quadro politico, si distingue per supponenza e assenza di proposte.

Il gruppetto di comando si è assiepato intorno a Michele Boldrin, un economista italo-americano dalla parola facile, invitato più volte da Floris a partecipare all’agone di Ballarò, inizialmente presentato come consulente di Zapatero (non sembra una buona pubblicità). Tra le sue vittime eccellenti si ricordano Castelli, Sallusti e Soru, sconcertati dalla violenza polemica di Boldrin.

Castelli gli ha chiesto la formulazione di una proposta politica che non è arrivata. Nè arriva adesso, a ridosso delle elezioni. Il gruppo di comando dell’iniziativa si contraddistingue per il successo professionale e il disimpegno civile dei componenti più noti, economisti e giuristi dell’economia: oltre Boldrin e Giannino, che esercita proficuamente l’attività di consulente finanziario, Alberto Pera, esperto di antitrust, socio di un grande studio legale non particolarmente impegnato nella tutela di piccoli e medi imprenditori e di risparmiatori traditi dalla finanza, Luigi Zingales, altro economista italo-americano che fino a qualche anno fa predicava la democrazia della finanza, Alessandro De Nicola, avvocato, presidente della Adam Smith society, accanito persecutore di ordini professionali e tariffe forensi, ma non delle disfunzioni concorrenziali vere – le relazioni privilegiate – che governano il mercato dei servizi professionali sacrificando il merito in favore di interessi particolari.

Il NuovoMille con scarsità di risorse (la precisazione dovrebbe essere apprezzata dagli economisti) è impegnato da anni nelle denunce critiche e nella formulazione di proposte di interesse generale, che ha trasformato in iniziative, concrete ed immediate, tutte pubblicate. Il senatore Stefano De Lillo, finora unico esponente politico, ha raccolto due sollecitazioni, relative l’una al dissesto della Seat Pagine Gialle, l’altra all’inopinato impegno di tesoreria della Parmalat, ed ha presentato in merito una interpellanza ed una interrogazione prossime al dibattito in aula.

Quando gli illustri professionisti di “Fermare il declino” avranno qualche merito civile, di cui allo stato non si possono fregiare, saranno credibili. Al momento non lo sono.

Conversazioni
15 10 2012 - 12:40

ILLUSTRI ECONOMISTI SI CEMENTANO GIORNO DOPO GIORNO, E OGNI UNO A MODO LORO, RILASCIANO APPREZZAMENTI PIU’ O MENO VALIDI, IN UNA SITUAZIONE CAOTICA IN QUI CI TROVIAMO. QUELLA DI OSCAR GIANNINI “FERMIAMO IL DECLINO”, RIMARRA’ NELLA STORIA COME LA SUA EPIGRAFE.

Enrica Malatesta

Risposta
20 2 2013 - 03:40

Mai articolo fu più profetico. Ecco arrivare la conferma, dopo mesi, sull’arte millantatoria del bugiardo di professione Oscar Giannino.

Risposta

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