Mondo di mezzo addio

colletti-bianchi

“Milano, cosche braccio armato di broker e colletti bianchi” titola il Sole 24 Ore. In poche parole, il mondo di sopra si è mischiato con il mondo di sotto. Il mondo di mezzo di Carminati non serve più.

La finanza si è affermata nel settore del crimine. Da via Osoppo a piazza Affari. A dimostrazione del fatto che anche nel malaffare la concorrenza è spietata. Non solo la concorrenza, ovviamente, sono spietati anche i protagonisti, mandanti ed esecutori. A Milano, questo, non nel profondo Sud, nella ex capitale morale, che vanta il blasone della città più internazionale d’Italia, e della più ricca, collocata nella regione più produttiva e più ricca d’Europa.

Estorsione, riciclaggio, evasione e truffe finanziarie sono il pane quotidiano della nuova criminalità milanese. Colletti bianchi e “persuasori”, tutti insieme spietatamente. Il contrasto non è semplice, perché gli interessi sono intrecciati, difficili da decifrare e dominati dalla paura, non solo fisica, anche dell’emarginazione da una certa società, rampante, spregiudicata, cresciuta con il culto del denaro e del successo, costi quel che costi. O si fa così, o nisba.

Non sappiamo se le Forze dell’Ordine siano attrezzate per rispondere ad una domanda di sicurezza molto sofisticata, occulta, ovattata, celata dietro a società di comodo, rappresentata da personaggi al di sopra di ogni sospetto. Una criminalità che ha seguito l’esempio dei protagonisti di tracolli che hanno ridotto in povertà milioni di persone e che al richiamo della coscienza risponde: così fan tutti.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
pal-giustizia-36
Politica / Non solo mafia