I misteri di Giulia Sarti

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Torniamo sul caso di Giulia Sarti, la giovane parlamentare a Cinque Stelle, da qualche settimana nell’occhio del ciclone per i rimborsi mancati e l’accusa archiviata nei confronti dell’ex fidanzato Bodgan.

La sua espulsione dal Movimento sembrava imminente, quando sono uscite sue foto osé, risalenti nel tempo, inviate ai giornalisti, che ne hanno scritto e parlato in Tv. La procedura di espulsione si è interrotta e Di Maio ha giustamente detto che è uno schifo.

Siamo d’accordo, ma la questione non si può chiudere così, perché Giulia Sarti è stata, fino a pochi giorni fa, anche presidente della Commissione Giustizia. E, molto probabilmente, sa cosa le sta accadendo e perché. E lo deve dire, in Parlamento e all’Autorità Giudiziaria, a protezione del ruolo e della credibilità del sistema, in cui si trova per l’elezione da parte dei cittadini.

Non interessa sapere come la Sarti preferisca trascorrere il tempo libero, ma lo deve fare con la piena consapevolezza delle insidie che possono coinvolgere la vita di persone esposte a intimidazioni e ricatti, come sono tutti i parlamentari, anche quelli che una volta si chiamavano peones. La divulgazione della notizia che lei abbia costellato l’abitazione di telecamere non inquieta per motivi di privacy (dei suoi ospiti), ma per motivi politici, se le registrazioni hanno a che vedere con il bailamme che ne è seguito.

Anni fa, ci fu il caso di Berlusconi con le cosiddette “olgettine”, sue ospiti alle cene galanti. A nessuno (o, almeno, non a noi) interessava sapere di più, su queste cene, per motivi pruriginosi, ma per l’eccesso di esposizione della persona, in relazione al ruolo. Berlusconi aveva ovviamente tutt’altra tempra e protezione, che non Giulia Sarti, e quindi, a maggior ragione, chi di dovere (secondo noi, sia la politica, che la magistratura) deve indagare, a tutela dei cittadini, sul ciclone in corso.

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