Mezzi di contrasto nuovi per criminalità nuova

1dia-933x445

Tra le organizzazioni criminali del Paese, in cui si sta inserendo “a buon diritto” la mafia nigeriana, c’è un accordo di cartello, che disciplina la presenza nel territorio, le modalità di azione e, verosimilmente, i prezzi delle prestazioni malavitose.

Lo denunciano, da tempo, i rappresentanti dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine più impegnate sul fronte del contrasto alla criminalità, lo ha certificato, nei giorni scorsi, con una intervista al Sole 24 Ore, Federico Cafiero De Raho, capo della Direzione Nazionale Antimafia.

La criminalità ha coinvolto, secondo Cafiero De Raho, grandi professionisti, che progettano “operazioni societarie di alto profilo, spesso riescono ad architettare manovre economiche particolarmente complesse, come la costituzione di società all’estero”. Il patto della criminalità organizzata esonda, in effetti, dalle attività tradizionali, per dedicarsi ai servizi di impresa, teoricamente leciti, ma svolti con modalità illecite. E, quindi, la manodopera viene offerta a costi stracciati, in danno dei lavoratori, dell’erario e della previdenza.

La concorrenza, che riesce a resistere sul mercato di riferimento, viene scoraggiata con l’intimidazione e con la prepotenza. E, ogni tanto, vengono organizzate azioni dimostrative sul territorio di interesse, a cui i cittadini non hanno alcuna possibilità di resistere. Come minimo, vengono picchiati e feriti, come si è visto in tanti raid “educativi”. Viene da pensare che, in passato, fino a tempi recentissimi, il contrasto sia stato estemporaneo, disorganizzato, inefficace.

Non è colpa delle forze dell’ordine, malpagate e fin troppo impegnate. Casomai, le responsabilità riguardano i vertici organizzativi, che trascurano di ragionare sull’emergenza (da noi più volte denunciata) e non affrontano le novità operative (denunciate da Cafiero De Raho e, in precedenza, da Gratteri) con mezzi idonei. Grandi professionisti progettano operazioni complesse? Professionisti, altrettanto capaci, possono contrastarle.

Sappiamo di cosa parliamo. Senza dimenticare che tracce delle attività malavitose, apparentemente lecite, vengono lasciate in tanti uffici pubblici, tribunali compresi. Devono essere riconosciute, investigate e contrastate adeguatamente. Questo i vertici devono capirlo, per adottare misure di prevenzione e di repressione idonee.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*