Metà fascisti e metà coglioni, disse Gino Strada

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Gianrico Carofiglio, scrittore, ex magistrato, ex parlamentare del Pd, e Gino Strada, nume tutelare di Emergency, sono convinti che Salvini, interdicendo le operazioni di sbarco dei migranti soccorsi in mare dalla famosa nave Diciotti, abbia commesso un reato e che legittimamente sia, ora, sottoposto a indagine dal Tribunale dei Ministri.

Il convincimento è stato espresso nettamente da entrambi nel corso di una trasmissione di Otto e Mezzo, a prescindere da ogni considerazione (seppure teoricamente dovuta) sulla separazione tra Poteri dello Stato e sulla funzione di Ministro, assolta da Salvini nella circostanza della Diciotti. Archiviando, così, qualche secolo di diritto e i principi della Costituzione repubblicana, che governano tutto il sistema giuridico e, quindi, anche la giustizia.

Salvini ha commentato su facebook, con evidente amarezza e un pizzico di ironia, e il CSM immediatamente ha stigmatizzato le dichiarazioni, attribuendo all’indagato eccellente un intento irrisorio, che francamente era del tutto assente. Come andrà a finire? Non si può nemmeno tentare di predire.

Gli aruspici della giustizia ormai falliscono regolarmente le previsioni, alla faccia del diritto (di ogni cittadino) alla prevedibilità della controversia, nello Stato di Diritto. La novità del ministro incriminato per avere svolto la sua funzione, in conformità al mandato elettorale e alle priorità sociali, è assoluta e si intreccia con le ragioni della politica e l’”umanità”, un tanto al chilo, che i mandanti delle carrette del mare usano per i propri scopi.

Tra tante incertezze, però, Gino Strada ha dimostrato di avere le idee chiare, nella sua particolare prospettiva, e ha dichiarato, o meglio ha fatto dichiarare ad una esultante Lilli Gruber, che il governo è fatto per la metà di fascisti e per l’altra metà di coglioni. Poi, in trasmissione, ha avuto un sobbalzo di buona creanza e si è corretto, per dire che la proporzione potrebbe essere inesatta. Se questa è politica!

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