Meno trasporto aereo, più repressione, più rabbia sociale

aereo

I cambiamenti climatici potrebbero influenzare il traffico aereo. Non per gravi turbolenze meteo, tali da non consentire decolli e atterraggi, ma per eccesso di inquinamento. Finora nessuno si era accorto che l’aereo è (o, almeno, così, ora, si dice che sia) il mezzo di trasporto più inquinante.

Nemmeno Grete, la suffragetta danese che ha goduto di due mesi di popolarità planetaria, si è pronunciata contro il traffico aereo. Ora, invece, da qualche parte è scoccata l’ora X ed è cominciata la campagna contro i voli low cost e i frequent flyers (poveri).

Perché il punto è esattamente questo. Saranno criminalizzati i voli che tutti si possono permettere e proseguiranno i voli high cost, a dimostrazione della scomparsa della middle class occidentale e dell’assenza di una sua effettiva rappresentanza politica.

È stato il motivo dell’affermazione dei Cinque Stelle alle elezioni politiche del 2018 ed è il motivo dell’affermazione della Lega alle elezioni europee. L’elettorato ha dato il voto in prestito ai Cinque Stelle, poi la Lega ha dimostrato di saper fare meglio con la politica sulla migrazione, e il voto è passato da un partito all’altro. Se Salvini non avesse mantenuto le promesse elettorali, il voto non sarebbe transitato e Di Maio non sarebbe stato messo dai suoi sui carboni ardenti.

La legge anti-corruzione e il reddito di cittadinanza sono perdenti rispetto al degrado che la gente avverte sempre più vicino, sempre più insidioso per la propria sicurezza fisica e sociale. La ventilata limitazione del trasporto aereo per i meno abbienti rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso.

In Francia è bastato poco perché l’ira dei Gilet Gialli esplodesse contro Macron, rappresentante per eccellenza del partito della globalizzazione. E il trionfo della Le Pen è stato l’effetto immediato, destinato a capitalizzare il consenso per il Rassemblement National, finché non arrivi all’elettorato deluso un messaggio più convincente.

Grillo, prevedendo tutto questo, anche perché lui frequenta i signori del denaro, in Italia e altrove, e ne conosce i propositi, ha cercato di disinnescare la rabbia sociale con il Vaffa e il M5S. C’è riuscito, poi ha capito che le cose avrebbero preso una piega diversa, perché il partito della globalizzazione non demorde dalla politica di potenza, che prevede la migrazione e il melting pot (volgarmente, meticciato) dei popoli europei, e si è defilato. I Cinque Stelle potrebbero recuperare, almeno in parte, con una politica gradita, visibile ed efficiente.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*