Meloni poco credibile


Fratelli d’Italia è in ascesa. Nei sondaggi ha raggiunto il Pd. Però, non è come se il Movimento Sociale, la destra di una volta, per chi non l’abbia mai conosciuta, avesse raggiunto il Partito Comunista ante muro di Berlino.

La società è profondamente cambiata. La sinistra ha fatto peggio di quanto si potesse immaginare, con D’Alema e Prodi, prima, con Letta e Renzi, dopo. D’altra parte, la coalizione di destra, Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord, che sbarrò la strada al Pci di Occhetto nel momento del cambio, si è disintegrata lungo la strada. Per colpe che gli elettori non perdonano.

Giorgia Meloni è stata abilissima a smarcarsi sia dall’eredità del Movimento Sociale, che per fatto generazionale non ha frequentato, sia da Alleanza Nazionale, in cui, invece, ha svolto un ruolo importante, senza riuscire a contrastare Fini, ma apprendendo lì il mestiere della politica.

E tanti segreti dello schieramento e della politica, che, ogni tanto, le fanno dire che l’Italia è un laboratorio. Di chi? Degli ex referenti di Fini? Degli oppositori di Berlusconi, che Berlusconi non ha contrastato, ma che non lo hanno risparmiato?

Il silenzio è d’oro e Fratelli d’Italia cresce. La Meloni reclama spesso la coerenza dei suoi comportamenti. Quale? Delle parole con le parole? Ci dica perché l’Italia è un laboratorio, di chi e con quali obiettivi, e se questi obiettivi sono conformi agli interessi nazionali. Potrebbe essere più credibile e più coerente.  

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