Marina ignorata dalla commissione difesa


Il libro bianco per la difesa degli interessi nazionali (e del suolo patrio) è in corso di preparazione, il gruppo di esperti nominato dal ministro è all’opera, ma il dibattito in parlamento e nel paese stenta a decollare. Il Nuovo Mille ha già notato in un precedente articolo la curiosa assenza di un qualsiasi riferimento alla marittimità nelle linee guida tracciate dal gruppo di studio.

Siccome è dichiarato nel documento che obiettivo dell’analisi sia la strategia dell’evoluzione dello strumento militare nei prossimi quindici anni (e quindi, in concreto, nei prossimi cinquanta anni), l’esclusione delle prospettive e delle esigenze della marina civile e militare, che si sostengono vicendevolmente sotto il profilo scientifico, tecnico ed economico, appare inquietante.

Il gruppo di esperti, molto riservato, appassionato di aria, ha escluso pregiudizialmente che l’Italia abbia un interesse nel mare, nelle coste, nelle risorse che si possono acquisire dal mare, nei rapporti che si coltivano tramite la presenza in mare. Sembra la prosecuzione della politica antimarittima inaugurata dal gabinetto Monti, che ha provocato una severa contrazione della domanda di imbarcazioni da diporto, ha distratto la marina militare dai compiti istituzionali ed ha abbandonato i due fucilieri di marina in India.

La cantieristica civile ha subito la precipitazione dei ricavi e continua a segnare il passo. Fincantieri, gigante di settore, può svolgere un ruolo trainante, ma richiede un impegno corrispondente nei protagonisti minori. Alla marina militare viene sostanzialmente inibito, nella prospettiva della politica di difesa, lo svolgimento di funzioni combinate con le uniche due democrazie parlamentari che si affacciano sul Mediterraneo, la Turchia e Israele.

E’ un caso di esemplare cecità del gruppo di esperti che impongono alla politica e alle prossime generazioni di cittadini italiani i loro orientamenti personali o è una scelta deliberata e pregiudiziale? Siccome è in gioco la credibilità internazionale del paese, come precisano le stesse linee guida del libro bianco, il tema della difesa dovrebbe dimostrare una visione complessiva e costituire oggetto di un più ampio e informato dibattito.

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