L’Italia affronti il deep state


La pandemia da coronavirus ha dimostrato che l’Europa, così come è, ha tradito le speranze dei padri fondatori. Si è formato a Bruxelles un substrato di potere che, nel corso di 30 anni e anche meno, si è impadronito della Commissione e non la molla, appoggiandosi alle cancellerie di Germania, Francia e Olanda, a cui, ora, si sono alleate, per diversi motivi, quelle di Austria e Svezia.

Gli equilibri politici ed economici all’interno dell’Unione, più o meno stabili per oltre 30 anni, sono stati alterati invisibilmente nel corso degli anni 90, e sfacciatamente dall’introduzione dell’euro. Con il cambio lira/euro, tra il 2000 e il 2001, i prezzi in Italia sono spaventosamente aumentati. Di oltre il 100 per cento. Non servono esempi. E’ una realtà nota a tutti i consumatori. Da allora, è come se gli italiani facessero la spesa con valuta pregiata (comprata con valuta debole). Nel frattempo, i beni rifugio si sono deprezzati e sono alla mercé di avvoltoi che vengono chiamati “investitori”, ma che in realtà non investono, comprano a prezzo di saldo. Il risparmio è stato sistematicamente rapinato, in Borsa e tramite i crediti bancari in sofferenza, centinaia di miliardi, di cui si sa poco e niente.  Ci sono tutte le evidenze che il punto di non ritorno sia stato superato. Non ci sono nemmeno statistiche ufficiali sul risparmio tradito. Noi, per scrupolo giornalistico, abbiamo chiesto all’Istat se siano stati acquisiti ed elaborati dati sulle perdite di Borsa e sui finanziamenti bancari sviati in favore di società specializzate (di solito estere), che comprano al 10 per cento, o meno, quello che, subito dopo, realizzano dal 50 per cento in su. Non ci sono dati. Non parliamo a vanvera.

Una parte del sistema si è compattata, in assoluto spregio di diritti costituzionali e soggettivi conclamati, contro i risparmiatori.

All’Istat abbiamo chiesto anche se risultino dati elaborati sul risparmio recuperato dai legittimi titolari in tribunale. Non ci sono dati nemmeno su questo aspetto. Eppure, la Costituzione teoricamente tutela il risparmio in tutte le sue forme e assicura al cittadino tutela giudiziaria, se i suoi diritti vengono lesi. Che il risparmio sottratto in banca o in Borsa sia un diritto leso, sembra fuori discussione. Eppure, non ci sono dati ufficiali sul maltolto e sull’eventuale recupero. Fino a qualche anno fa, la stampa rispettava almeno la forma. Scriveva qualcosa, prima di archiviare fino alla clamorosa rapina successiva. In TV qualche servizio – molto blando – andava in onda. Ora, niente, con poche lodevoli eccezioni. L’esistenza del deep state, fatto di rappresentanti della politica, della burocrazia e delle autorità, è denunciata da Maria Giovanna Maglie e da pochi altri (tra cui, noi).

Se il deep state non fosse così ramificato e agguerrito, la Commissione europea potrebbe essere fronteggiata, nell’interesse dell’Italia e della stessa Europa. Allora non c’è proprio più niente da fare? Noi siamo meno pessimisti di altri. Denunciamo le disfunzioni e i nostri legali di riferimento non cessano di sollecitare il sistema: Consob, Banca d’Italia, Autorità e Tribunali. Se altre voci si levano a favore dell’Italia e, in concreto, di decine di milioni di cittadini italiani, in effetti privi di tutela e di rappresentanza, il rimedio è ancora possibile.

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