Lilli Gruber scapigliata, ma solo contro Trump

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Lilli Gruber, conduttrice molto seguita di Otto e Mezzo, altoatesina, ma lei preferisce dire sudtirolese, scrive anche per 7, il settimanale del Corriere della Sera, affidato da qualche tempo alla direzione di Beppe Severgnini. Per l’esattezza, la Gruber risponde, su 7, a due lettere alla settimana. Predilige i temi della migrazione e delle molestie sessuali, da Weinstein in poi. Con passaggi periodici sulla inadeguatezza di Trump. Che, come si sa, non gode di buona stampa. E nemmeno della stima della Gruber, che, ad una lettrice indignata per lo “stantio sentimento anti americano che anima da sempre lei e la redazione di 7”, ha risposto che a lei piace l’America dove ha lavorato e studiato. Senza precisare quale. Ma ha citato, tanto per fare un esempio, il dito medio alzato dalla ciclista di Washington contro il corte presidenziale di Trump. La ciclista, riconosciuta, è stata licenziata dall’azienda e il web l’ha sostenuta con una raccolta di fondi. Anche noi pensiamo che la ciclista non dovesse essere licenziata per il gesto, tutto sommato l’unica critica possibile nella circostanza a Trump. Che noi non avremmo fatto, ma sosteniamo la libertà di critica, soprattutto contro i potenti. Si chiama Democrazia. Qualche volta, purtroppo, parvenza di Democrazia.

Ma ci chiediamo cosa accadrebbe in Italia in una situazione analoga. La ciclista forse non sarebbe licenziata. Dipenderebbe da una serie di fattori. Ma, di certo, sarebbe sottoposta ad un procedimento penale, penoso e costoso, oltre che ingiusto, perché le critiche al potente di turno (non all’Istituzione) si debbono poter esprimere come vengono. I cittadini dovrebbero essere più tutelati dei Parlamentari, che, invece, secondo la Costituzione, possono dire quello che vogliono, senza conseguenze. E si vede. Non è sempre un bello spettacolo.

Tempo fa siamo rimasti sconcertati che Renzi, sbarazzino come pochi, e speriamo che rimanga così, si sia querelato contro la vecchietta, derubata dei suoi risparmi, che contestava genericamente il malfunzionamento di sistema con il cartello “Ladri”, o qualcosa del genere. A noi è apparso evidente che il “Ladri” non fosse riferito a Renzi, ma al sistema di protezione del risparmio che non funziona, e del quale anche Renzi, come ex Presidente del Consiglio, è politicamente corresponsabile. Avrebbe dovuto fare di più e meglio. Confidiamo che il suo programma elettorale ne tenga conto. E, nel frattempo, se ci legge, rimetta la querela e lasci in pace la vecchietta. Quanto alla Gruber e alle sue risposte, noi continueremo a leggerle. Vorremmo, però, sapere chi e come seleziona le lettere.

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