L’handicap di Berlusconi

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Berlusconi ha perso la credibilità personale che nelle tante campagne elettorali, insieme ad una particolare energia vitale, gli ha consentito di cogliere successi clamorosi e inaspettati, come il primo del 1994 e l’ultimo del 2010, nella corsa per la regione Lazio. La perdita di credibilità è dovuta a fattori esterni (le indagini, le campagne mediatiche, l’antiberlusconismo esasperato che richiede il pronunciamento a favore o contro) e a fattori interni (la mancanza di presenza strutturata nel territorio, lo strappo di Fini, l’incapacità generalizzata e la tracotanza personale del pur fedele ceto dirigente), ma soprattutto alla mancata denuncia delle contigenze specifiche, dettagliate, comprensive delle contromisure adottate, che hanno impedito, malgrado le maggioranze significative e l’adozione dello spoil system nei dicasteri, il perseguimento del progetto liberale.

Per cui il cittadino si è convinto che Berlusconi, messo dinanzi alla alternativa se competere per il migliore governo del paese, che richiede la drastica riduzione dei privilegi destinati, sotto varie forme, alle fortune personali del poco apprezzabile establishment, ovvero se governare comunque, con il sostegno non disinteressato del pessimo ceto dirigente di partito, abbia optato per quest’ultima opzione.

Si tratta di un handicap notevole, che non si risolve con le scuse, ma con le spiegazioni.

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