l’Espresso denuncia la gestione economica del Pd…


…ma ignora la denuncia delle deviazioni nell’impiego delle risorse dei partiti che il Nuovo M.i.l.l.e. ha rivolto all’Autorità Giudiziaria. Nell’articolo  “E Bersani stipendia i rutelliani” l’Espresso informa i lettori “…che è il partito di Pier Luigi Bersani a pagare i circa 13.500 euro mensili dei salari di tre stretti collaboratori di Rutelli. I funzionari già dipendenti del Pd alla scissione sono stati distaccati alla Margherita mantenendo la paga percepita dal Pd, ma lavorando di fatto per il nuovo partito di Rutelli…”.

Il Pd avrà senz’altro i suoi buoni motivi per sostenere spese di gestione apparentemente estranee alle proprie finalita’ ideali (i partiti sono previsti dalla costituzione per consentire ai cittadini partecipazione alla politica in forma associata e perseguimento di dichiarate finalità ideali), ma è quanto meno discutibile che l’associazione partito, disciplinata dalle norme del codice civile in materia di associazione non riconosciuta, possa impiegare le risorse, generosamente assegnate sotto forma di finanziamento pubblico malgrado la volontà contraria espressa dai cittadini italiani in un referendum, ad libitum.

Il Nuovo M.i.l.l.e. ritiene che l’impiego delle risorse dei partiti, in forza di inequivocabili norme di legge, debba essere rigorosamente inerente le finalità statutarie, essendo diversamente suscettibili, tali risorse, di essere destinate dall’autorità governativa ad associazioni che effettivamente perseguano le finalità dichiarate, per consentire la partecipazione dei cittadini e il rinnovamento fisiologico della politica. La selezione del ceto politico è affidato alle clientele e alle appartenenze familiari o lobbistiche, i cittadini sono disaffezionati alla politica e le norme di legge rimangono disapplicate. Che si deve fare?

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