L’esito delle elezioni regionali in Sardegna

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Il voto delle elezioni regionali in Sardegna ha avuto un esito soltanto lievemente imprevisto, per gli osservatori più attenti. Mentre ha sconfessato del tutto i sondaggisti, che, perfino negli exit poll, non si sono dati per vinti e hanno continuato a “vedere” un testa a testa tra Solinas e Zedda.

E’ stata la vittoria del Centro – Destra sulla Sinistra (47,7 a 33), ma, soprattutto, è stata la vittoria della società civile, che ha fatto i suoi comitati e ha presentato le sue liste, nell’uno e nell’altro schieramento. Il M5S è andato male, ha perso 3 elettori su 4, rispetto al risultato delle elezioni politiche del 4 marzo 2018. In meno di un anno. Anche se, bisogna subito dire, che le elezioni locali sono poco paragonabili a quelle nazionali ed europee.

Aggiungendo, per chiarezza, che il risultato locale del Pd e delle liste collegate non segnala l’inversione di tendenza, non è la ripresa nazionale della Sinistra. Perché i maggiorenti, purtroppo, non hanno capito niente degli umori del loro elettorato classico. O non vogliono capire.

Rosato, commentando il voto, ha parlato di Europa, facendo prevedere che la campagna elettorale del Pd sarà schiacciata sull’occhiolino alla finanza globale, in cerca di rappresentanza in Italia. Visto che Lega e M5S (a conduzione Di Maio) finora hanno sbarrato la strada. Se Zedda fosse stato in studio con Rosato avrebbe parlato, invece, di latte e dei torti provocati dall’Europa, a guida dei padroni del denaro, ai produttori degli alimenti italiani. Per riequilibrare le posizioni, non per rompere i rapporti, non per uscire dall’Unione o per dichiarare guerra ai Paesi europei più invadenti. Ma la parola “equilibrio”, familiare ai protagonisti della politica dal dopoguerra agli anni 90, ora è sconosciuta in Transatlantico e al parterre mediatico.

Conte, Salvini e Di Maio hanno prontamente dichiarato, come era prevedibile, che non ci saranno conseguenze sul Governo. L’annuncio non è piaciuto a Forza Italia e al Pd, ma i numeri in Parlamento non consentono maggioranze diverse. E nessuno, Mattarella meno di tutti, vuole assumersi la responsabilità di una situazione di alta ingovernabilità in Italia, con tanti pressanti impegni internazionali e problemi, non solo quotidiani, da risolvere. Senza bombe atomiche, di cui nessuno vuole apparire il responsabile, il Governo terrà a lungo.

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