Lega in flessione


Non si può dire che la Lega stia arrancando. E’ ancora il primo partito della Destra con notevole distacco su Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma, di certo, i successi del 2018 e del 2019, fino al Conte 2, sono ormai un ricordo impallidito nella memoria degli elettori. Anche se il balzo dal 4 per cento al 18, e poi ben oltre il 30 nei sondaggi post elezioni europee, continua a imporla nei primi posti della politica.

Salvini è stato indiscutibilmente bravo a traghettare il partito dalla palude, in cui Bossi l’aveva fatta precipitare, al successo elettorale del 2018. Poi c’è stata l’impasse della sfortunata avventura agostana 2019, che ha nuociuto alla Lega e ha offerto a Renzi l’occasione di diventare azionista del nuovo governo e di fondare il proprio partito, Italia Viva, sostanzialmente il PdR, il tanto pronosticato Partito di Renzi, un partito personale, come è stato personale Forza Italia delle origini (e del prosieguo).

Matteo Renzi

Ora, una parte della dirigenza della Lega fa la fronda a Salvini e i rumors vogliono che la sintonia tra Giorgetti (l’uomo di mondo del partito) e Salvini sia cessata o sia, almeno, in discussione. Sia la dirigenza, che governa molto bene le regioni e tanti comuni, che la personalità di basso profilo di Giorgetti sono assolutamente essenziali per la Lega e Salvini dovrebbe riconoscere, anche per sé stesso, meriti e demeriti, mosse azzeccate ed errori, e decidere di conseguenza. Diciamo questo perché, liberali e democratici da sempre, crediamo nella dinamica di maggioranza e opposizione, nella democrazia interna dei partiti e nel contributo che una forza politica credibile può dare anche tramite un’opposizione propositiva.

Sappiamo che il governo Conte non appare propenso a consentire (o a concedere, come gli piace dire) spazi ad altri, ma sbaglia. Perché non si può escludere che il governo deragli alla prova della “ripartenza” e, a quel punto, avere qualche credito politico da riscuotere al di fuori dell’area battagliata della maggioranza potrebbe risultargli vitale. La flessione della Lega ha provocato il rimbalzo, nei sondaggi, di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Ma l’ordine dei fattori non influenza il totale del gradimento negli elettori, che poco si sentono curati da governo e maggioranza e altrettanto poco dall’opposizione.

Se la politica nel suo complesso vuole effettivamente fare la sua parte nella ricostruzione del paese, deve mettere mano alle infrastrutture immateriali, adottare una cura dimagrante per la mano pubblica, almeno riducendo le clientele, e ascoltare la gente, non solo i social, che soltanto in piccola parte riflettono gli umori dell’elettorato

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