Lega, dalla propaganda all’azione di governo


La famosa citofonata di Salvini al presunto spacciatore ha caratterizzato l’ultima parte della campagna elettorale in Emilia Romagna ed è ancora oggetto di severe analisi critiche, a sinistra, e di approvazione o indifferenza, a destra. Anche la citofonata, in sostanza, si è trasformata in fenomeno ideologico. Emblematico delle due opposte fazioni dialettiche è stato il siparietto di Sgarbi e della Fornero a Di Martedì, con la regia di un malizioso Floris. La Fornero si è mostrata ovviamente contraria e caustica sui modi di Salvini, suo strenuo oppositore sul fronte delle pensioni. Sgarbi, di contro, lanciato in difesa, ha evocato perfino il fenomeno della disobbedienza civile e il processo a Danilo Dolci, protagonista della non violenza attiva. Non c’è stata una conclusione condivisa, e ognuno è presumibilmente rimasto della propria idea iniziale.

Chi scrive non avrebbe citofonato, per motivi di opportunità, non perché attribuisca chissà quale scandaloso significato ad un gesto propagandistico sbagliato. Sbagliato, perché molti elettori della Lega, a pelle, non lo hanno apprezzato, e questo dovrebbe essere oggetto di riflessione da parte di Salvini e del gruppo dirigente per le prossime campagne elettorali e per le prospettive di governo del Paese. Salvini è senza dubbio l’artefice del balzo in avanti della Lega, ancorata, prima della sua segreteria, a numeri da prefisso telefonico. Per le vicende grottesche del senatur, del trota e del tesoriere e per il mancato rinnovamento del partito. Che, con Salvini, ha cambiato nome, perdendo la localizzazione del Nord, sembianze e anima. Non è più il partito della scissione e governa bene nelle ricche regioni del Nord. Ma non abbiamo prova di come governerebbe nel Sud, dove, forse non  caso, si propongono governatori di Forza Italia (Iole Santelli) e di Fratelli d’Italia (Raffaele Fitto, candidato per la Puglia).

Per la Lega è arrivato, adesso, il momento della riflessione politica, della strutturazione di una visione, ancora approssimata, in azione politica e di governo. Tenendo conto degli alleati necessari, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che continua a coltivare l’elettorato moderato. Insomma, dalla propaganda all’azione di governo, il passo non è breve.

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