Le violenze sui bambini

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Le violenze sui bambini sono particolarmente spregevoli, perché approfittano dello stato di debolezza o di dipendenza delle vittime, sia in casa che altrove.

A Non è l’Arena, che a questo punto è la migliore trasmissione de La 7, quest’anno se ne è parlato spesso. Con riferimento ai casi di cronaca giudiziaria che riguardano i bambini strappati alle famiglie (memorabile l’intervista a Trincia, autore di Veleno, un libro documentatissimo) e alle violenze domestiche, che, in alcuni casi, si concludono con la morte delle piccole vittime.

E’ dei giorni scorsi il caso del bimbo ucciso ad Afragola dal compagno della madre, dopo un percorso di violenza quotidiana, che, pur essendo evidente anche a scuola, non è stato denunciato dalla maestra, ma soltanto segnalato alla preside. Il caso è stato dibattuto in trasmissione dal legale della maestra, da Alfonso Sabella, magistrato, e da altri ospiti ugualmente preparati.

Giletti, conduttore della trasmissione, e gli ospiti hanno insistito nel “condannare” il comportamento della maestra. Se i segni delle percosse fossero stati denunciati ai Carabinieri prima dell’evento fatale, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Siamo ovviamente d’accordo con Giletti, come dimostrano i nostri articoli scomodi e le nostre inchieste. Però, richiamiamo l’attenzione di Giletti e dei suoi ospiti su un aspetto, che sfugge sempre alle analisi di laboratorio, ed è la paura, che viene dalla sfiducia nelle istituzioni.

I sondaggi più recenti lo denunciano apertamente. I cittadini credono poco nella giustizia e ancora meno nelle altre istituzioni. E ne hanno ben donde. Non ci piacciono le litanie, e non le facciamo. Ma quale è l’istituzione italiana che, investita di una qualsiasi questione, la tratta prontamente e risponde al cittadino.

Il Sole 24 Ore ha pubblicato nei giorni scorsi la notizia che la Procura Generale, a cui sono indirizzati gli esposti nei confronti dei magistrati, archivia nel 90 per cento dei casi e nemmeno risponde al denunciante. Consob e Banca d’Italia usano letterine standard che, dopo qualche mese e non sempre, nulla dicono concretamente al cittadino che ha subìto il torto segnalato. La protezione fisica nelle strade e in casa è lasciata al fai da te, e, qualora l’autotutela si dimostri efficiente, viene sanzionata dalla magistratura.

In breve, i farabutti hanno quasi sempre la meglio. I cittadini osservano e agiscono di conseguenza, chiudendosi in sé stessi. Parlate anche di questo a Non è l’Arena.

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